di Angela Stella
L’Unità, 20 giugno 2026
Sarà una coincidenza ma proprio a ventiquattro ore dall’articolo dell’Unità che per l’ennesima volta rilevava la mancata pubblicazione della Relazione annuale al Parlamento da parte del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, l’Autorità l’ha pubblicata ieri sul proprio sito precisando di averla inviata ai Presidenti delle Camere e ai Ministri dell’interno e della giustizia, nel mese di aprile 2026. La diffusione preventiva sul sito lascia presagire che non ci sarà, a differenza degli anni passati con il precedente Collegio, la presentazione ufficiale nelle sedi istituzionali. Come anticipato si riferisce al 2024, quindi appare del tutto superata dal peggioramento delle condizioni detentive degli ultimi due anni.
Polemica Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino: “Ho chiesto all’IA il modo giusto per definire la pagina web del GNPL riguardante il Report delle visite effettuate nelle carceri dal 2024 al 2026. Ho trovato il numero delle visite e i km percorsi, ma non una parola su ciò che ogni volta hanno visto e sulle azioni che hanno messo in piedi dopo aver visto. La relazione annuale che per legge dovrebbero fare al Parlamento, l’hanno depositata oggi (ieri, ndr), dopo i rilievi di Valentina Angela Stella. Forse il modo giusto per definire tutto ciò è nella categoria ‘Popolari e Volgari’ come sinonimo di ‘Presa per i fondelli’”.
Intanto è assordante il silenzio del Collegio del Garante su quanto avvenuto a Sollicciano, dove la magistratura ha sequestrato sette sezioni. Sulla questione però è arrivato il comunicato dell’Unione Camere Penali: “Il sequestro certifica il fallimento dello Stato nel garantire una detenzione umana e dignitosa e impone l’adozione di interventi risolutivi alla catastrofe umanitaria nelle carceri. Non possiamo ignorare le inevitabili ricadute sul piano pratico, umano e relazionale che il sequestro produce attraverso lo spostamento forzoso di centinaia di detenuti, come pacchi postali, da un capo all’altro della nazione, magari in altri istituti già sovraffollati e, quindi, ben oltre il limite tollerabile”.
Nel frattempo il procuratore capo di Firenze Rosa Volpe interpellata dal Fatto Quotidiano ha spiegato il perché non abbia diffuso il decreto di sequestro alla stampa: “Se trasmettessi il decreto, voi pubblichereste dei nomi e questo mi obbligherebbe a redigere successivamente comunicati di aggiornamento”. Sulla mancata pubblicazione dell’atto è intervenuto anche il direttore di Questione Giustizia, la rivista di Magistratura Democratica, Nello Rossi: “In un Paese in cui sul carcere si parla, si straparla, si studia, si denuncia, si fa letteratura, si piange, ci si commuove senza incidere in “nulla” sulle condizioni dei detenuti, l’unico provvedimento che interviene sulla realtà e la modifica - il decreto del GIP di sequestro di alcune sezioni del carcere di Sollicciano in ragione delle disastrose condizioni igieniche del carcere - è ancora ignoto nelle sue motivazioni. Non chiarite neppure le ragioni del silenzio.
Eccesso di zelo? Produzione di effetti opposti a quelli desiderati? Confusione degli operatori storditi dalla enfatica ed alluvionale prosa consiliare della circolare CSM sulla comunicazione? Speriamo solo che alla fine sia reso pubblico un atto pubblico. Per comprenderlo, per commentarlo, per valutarne la portata intrinseca e di precedente. E speriamo che il CSM intervenga per fare chiarezza”.










