di Beppe Battaglia
Ristretti Orizzonti, 2 dicembre 2020
Cara Rita, un amico torinese, ieri sera mi ha chiamato per dirmi una cosa...importante: a nome suo e di sua moglie ha chiesto a me e Laura se eravamo disposti a partecipare insieme, in modo simbolico, alla carovana di digiunatori a staffetta che ti accompagnano da venti giorni.
La proposta mi ha messo in crisi perché tanti anni fa (quando abitavo il carcere) ho fatto con altri miei compagni uno sciopero della fame tosto. Si beveva solo acqua e andò avanti per un mesetto. Finimmo in ospedale e alla fine vincemmo anche la causa: l'abolizione dei "braccetti della morte". Quel mesetto per me fu una esperienza tragica anche se ne uscimmo vincenti! Tragica perché... vedevo il mio corpo mangiare sé stesso e soprattutto dal primo all'ultimo giorno una fame atroce assediava la mia mente, il cuore e tutti i sensi. Il bersaglio però era più forte della fame e arrivai in fondo...affamato ma soddisfatto.
In quei giorni giurai a me stesso che mai più avrei fatto uno sciopero della fame.
Ora, però, non si tratta di uno sciopero della fame tosto e ad oltranza come allora. Anche il bersaglio è, come allora, importantissimo: stare con chi guarda in faccia e da vicino la morte. Parlo della diffusione del Covid 19 nelle celle, che silenziosamente ogni giorno fa aumentare il numero dei contagiati, dei ricoverati, dei morti. Sebbene io non mi fidi delle fonti dei dati (i sindacati della polizia penitenziaria e il Dap), già quelli sono allarmanti!
Io conosco il carcere e so bene come viene vissuta la pandemia nelle celle di tutte le carceri e quanto si tratti di un pericolo di vita collettivo in atto! Aggiungici che leggo tutti i giorni le teorie provocatorie dei tuttologi alla Travaglio, o le non risposte del ministro della giustizia e del Dap, pur sapendoti in buona compagnia, ho deciso di sciogliere il mio vecchio giuramento e accompagnarti fisicamente per qualche giorno su questo sentiero, insieme a Laura, Joli e Luciano (gli ultimi due sono i nostri amici torinesi), sperando che il bersaglio da te proposto possa in qualche misura essere raggiunto. Un abbraccio virtuale, solidale, caldo, speciale, per te e tutta la carovana che ti accompagna e alla quale ci associamo.
Joli Ghibaudi
Luciano Battocchio
Laura Calvanelli
Beppe Battaglia











