di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 29 ottobre 2025
Il ministro: basta con l’aggressività. Un caso le parole su Garlasco. Medita di prendere la parola oggi in Aula il ministro Carlo Nordio. Per difendere la sua riforma costituzionale sulla separazione delle carriere che domani vedrà il via libera definitivo dagli ultimi attacchi piovuti ieri in Senato. Scuoteva la testa il titolare della Giustizia ieri, dai banchi del governo di Palazzo Madama, mentre il dem Alfieri accusava: “Umilia la magistratura”. L’M5S Elisa Pirro rincarava: “È un cavallo di Troia per riorganizzare il potere giudiziario e assoggettare il pm al potere esecutivo”. E l’Avs Ilaria Cucchi chiosava: “Il governo sta piegando la Costituzione a una democratura”. Un poco sollevato solo dalla difesa di Carlo Calenda: “La riforma libera la magistratura dalla dipendenza dalle correnti”. E rivolto al Pd: “Questa riforma era nelle tesi dell’Ulivo. Avete cambiato idea su tutto per seguire l’M5S”. Rumori, proteste in un’aula semivuota.
Nordio in mattinata, al Salone della giustizia, aveva auspicato che “la polemica venga mantenuta in termini razionali” e che “cessi l’aggressività verbale, soprattutto della magistratura”. E che le toghe non “cadano nell’abbraccio mortale” con l’opposizione. Già ritiene “ai margini della costituzionalità” che i magistrati si costituiscano in comitati per il no alla riforma. Se passassero alla “coesione politica con i partiti d’opposizione sarebbe un disastro per entrambi”. Concorda il sottosegretario FI alla giustizia Sisto che lo reputa “un gesto politico non consono”. E valuta le critiche dell’Anm un “falso ideologico”.
A margine del dibattito in aula, Nordio riparla di referendum: “Si terrà a fine marzo, inizio aprile. Mi auguro non diventi un “Meloni sì, Meloni no”, come hanno fatto con Renzi” perché “comporterebbe un’umiliazione della magistratura. Al contrario, se vincesse l’opposizione probabilmente la vittoria se la intitolerebbe la magistratura e avremmo di nuovo una politica condizionata dalle procure”. Il leader M5S Conte annuncia “una campagna per spiegare i pericoli di una riforma che è il disegno di Licio Gelli”. Per il presidente del Senato La Russa “è giusta la separazione delle carriere, ma forse il gioco non valeva la candela. Invece l’aspetto dei due Csm è un tentativo di ridurre il peso delle correnti. Non so se riesce”.
Polemica sulle parole del Guardasigilli su Garlasco: “A un certo punto bisognerebbe avere il coraggio di arrendersi, è difficilissimo dopo 20-30 ricostruire una verità giudiziaria, ma se sorgono dubbi sulla colpevolezza è giusto indagare”. Per Matteo Renzi “parole sconcertanti”.











