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di Camilla Gargioni

 

Corriere del Veneto, 28 gennaio 2021

 

Immaginate di essere una società del Comune che gestisce dei parcheggi, con dipendenti che hanno il compito di verificare il pagamento della sosta e uno di loro, invece di lavorare, passa la maggior parte del suo tempo al bar. Come può agire la società? Se decidesse di licenziare il dipendente, quali potrebbero essere le conseguenze legali? Se il dipendente decidesse poi di fare causa alla società, quante possibilità ha di vincere?

A tutti questi quesiti è in grado di rispondere un software, messo a punto su iniziativa della Corte di Appello di Venezia in collaborazione con l'università Ca' Foscari e con il Dipartimento di intelligenza artificiale di Deloitte, che in pochi secondi dà una previsione del giudizio e il cui funzionamento sarà presentato in un webinar ad-hoc. "La giurisprudenza predittiva, dal cittadino alla Corte di Cassazione: le prospettive" sarà lunedì primo febbraio sulla piattaforma Zoom (dalle 15 alle 16.30, info www.unive.it), moderato dal direttore del Corriere del Veneto Alessandro Russello.

Dopo i saluti istituzionali della rettrice Tiziana Lippiello e del direttore del dipartimento di economia, Michele Bernasconi, parleranno la presidente Corte Appello Venezia Ines Maria Luisa Marini, il coordinatore del Centro studi giuridici e ordinario di Diritto del lavoro Adalberto Perulli e il responsabile "Robotic and Intelligent Automation" di Deloitte Consulting Antonio Rughi".poi la discussione, con le voci del presidente del consiglio dell'ordine Avvocati di Venezia e vicepresidente della Camera arbitrale veneziana Giuseppe Sacco, del presidente della Camera di Commercio di Venezia Massimo Zanon e del presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese. Intervento conclusivo affidato al presidente della Corte di Cassazione Piero Curzio.

"Lo scopo del progetto è di ridurre la domanda di giustizia fornendo a utenti e avvocati due dati fondamentali per la certezza del diritto e delle relazioni industriali e sociali - spiega la presidente della Corte d'appello Marini - cioè la durata prevedibile dei relativi procedimenti e gli orientamenti esistenti negli uffici del distretto così da disincentivare le cause che hanno scarsa possibilità di successo, con i costi correlati".

Il progetto è nato a metà 2017, appoggiato dal Centro di studi giuridici di Ca' Foscari, primo ateneo in Italia a esplorare questo tema. "Abbiamo costituito un gruppo di lavoro con dottori e assegnisti di ricerca tra diritto del lavoro e commerciale - Perulli - il cui compito è stato raccogliere le sentenze della Corte d'appello e di tutti i tribunali veneti in merito ai contenziosi di quei settori per il 2018 e il 2019, il 2020 è in lavorazione".

Le sentenze sono state catalogate e suddivise in sottocategorie, estrapolando fatti e principio di diritto. Poi, il "salto": dar vita a un software che, sulla base di parole chiave che un utente immette, elabori tutta la giurisprudenza raccolta e fornisca una previsione sull'esito di un ipotetico giudizio. "Il sistema, per esempio, dirà quanti documenti ha analizzato su casi simili e qual è la percentuale di vittoria, calcolando anche i tempi di ricorso - conclude Perulli -. Questo progetto, se si interconnettesse con il Ced del ministero della Giustizia, permetterebbe di applicare la giurisprudenza predittiva a tutta Italia" situazione. Ma è evidente che serve grande attenzione".

Una posizione condivisa anche dal collega della Cgil Fabio Zampirolli, che sottolinea come vi sarebbe comunque un forte impegno da parte di Giada per trovare nuovi committenti. In ogni caso, è difficile delineare con precisione quanto accadrà nei prossimi mesi: la ricerca di nuovi contratti potrebbe richiedere diverso tempo e le collaborazioni già in essere, al netto del marchio proprietario "Hand Picked", non sarebbero sufficienti a garantire un futuro sereno alla società. Parallelamente dovrebbe anche continuare lo scontro legale, con un'impugnazione della decisione del tribunale milanese nella speranza di vedere ribaltata la decisione.

Nel frattempo Jacob Cohën parrebbe comunque intenzionata a proseguire per la propria strada, mettendo in moto la nuova macchina produttiva in vista della prossima stagione autunno/inverno.

Una notizia accolta con grande favore da un'altra società coinvolta nello scontro, la Blue Service di Cavarzere, guidata da Jennifer Tommasi Bardelle, presidente del consiglio di amministrazione di Jacob Cohën e vedova del fondatore Nicola Bardelle, deceduto nel 2012.

Sulla carta, Blue Service avrebbe dovuto collaborare con Giada producendo capi su commissione ma, a causa del contenzioso apertosi con Jacob Cohën, i rapporti tra le due erano cessati. I quaranta dipendenti del laboratorio erano così finiti in cassa integrazione, in attesa di novità. Lo sblocco delle attività della "Jc Industries" porta loro buone notizie: da metà marzo Blue Service tornerà al lavoro in vista di un trasferimento, previsto per l'estate, nel nuovo stabilimento a Piove di Sacco (Padova), che sarà una delle due sedi della nuova macchina produttiva insieme al laboratorio di Schio.