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di Lorenzo Giarelli e Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 24 giugno 2024

Alla pausa estiva mancano poche settimane. Soluzione? Voti di fiducia in serie e compressione del dibattito. A ognuno la propria bandierina. La Lega ha avuto l’autonomia, Fratelli d’Italia ha potuto esibire il primo ok al premierato, adesso è Forza Italia che vuole passare all’incasso, puntando su un grande classico: la giustizia. Il ddl Nordio (quello che elimina l’abuso d’ufficio e svuota il traffico di influenze) arriva oggi alla Camera, dove inizia la discussione generale in attesa dell’approvazione finale. Ma il Guardasigilli potrà rivendersi anche un decreto atteso oggi in Consiglio dei ministri, ovvero il famoso “svuota-carceri” più volte annunciato da Nordio medesimo ma finora sempre rinviato per le resistenze soprattutto della Lega. È anche a causa di queste resistenze che quella di Nordio sarà una “leggina”, piuttosto lontana dalle intenzioni originali del ministro.

Il Guardasigilli avrebbe voluto ricalcare il ddl presentato dal renziano Roberto Giachetti, secondo cui lo sconto di pena per la buona condotta si dovrebbe alzare da 45 a 60 giorni ogni semestre. Fonti di governo lasciano intendere che nel testo di Nordio invece non ci saranno sconti, ma si punterà a una sorta di “automatismo” per rendere più facile la scarcerazione: invece di attendere l’ok del Tribunale di Sorveglianza, per alcuni reati (il perimetro non è ancora definito) sarà sufficiente il parere del pm competente. A questa norma si aggiungono un articolo che aumenta il numero di telefonate concesse ai carcerati e poi alcune disposizioni per nuove carceri: in questo modo Nordio confida di poter alleggerire il numero di detenuti.

C’è però un problema, perché la fretta di dare uno scalpo a Forza Italia si scontra con un principio di realtà, oltreché con questioni di opportunità istituzionale. In questo momento infatti in Parlamento ci sono ben 8 decreti che aspettano di essere convertiti in legge dopo l’approvazione in Cdm, e altri quattro dovrebbero essere portati nella riunione di oggi. Nulla di così anomalo, viste le cattive abitudini della politica (più volte rimarcate dal Quirinale), se non fosse che la pausa estiva incombe e promette un ingorgo parlamentare risolvibile solo a colpi di fiducia e di compressione del dibattito.

Nel nostro ordinamento il Parlamento ha 60 giorni di tempi per convertire i decreti che escono dal Consiglio dei ministri. L’ipotesi più probabile, calendario alla mano, è che prima delle ferie degli onorevoli restino “soltanto” le 7 settimane prima di Ferragosto, dentro le quali l’agenda è piuttosto fitta.

I decreti in attesa dell’ok definitivo delle Camere sono 8: il dl Coesione (una serie di misure sull’occupazione); il dl G7 (relativo all’organizzazione del summit di Borgo Egnazia, già concluso), il dl Forze Armate (che interviene sul personale militare), il Salva-Casa (il condono edilizio voluto da Matteo Salvini) e ancora il dl Valditara-Abodi su sport nelle scuole e nuove regole per le federazioni, il Dl Agricoltura di Francesco Lollobrigida, il decreto (per la verità spuntato) sul taglio delle liste d’attesa in sanità e infine quello sulle materie prime critiche approvato la scorsa settimana.

In più, nel Cdm di oggi sono attesi altri quattro decreti. Di uno, il decreto svuota-carceri, si è detto. Un altro, atteso da tempo, dovrebbe trasferire risorse ai sindaci dei Campi Flegrei per attività di prevenzione e messa in sicurezza; un altro ancora - genericamente indicato come “Dl Infrastrutture” - conterrà varie norme tra cui una regolamentazione per le concessioni autostradali in scadenza e una mappatura dei commissari straordinari, con l’obiettivo creare un coordinamento. Ma in Cdm dovrebbe esserci anche un testo sulle cripto-valute, con particolare riferimento a sanzioni e nuove pene per le truffe del settore. Già così saremmo quindi a 12 decreti da approvare nelle prossime settimane, a cui si aggiungono i disegni di legge incardinati.

Non hanno una scadenza tassativa, ma ci sono ragioni politiche che spingono i vari testi: il dl Sicurezza fermo alla Camera “serve” alla Lega; il ddl Nordio - quello, appunto, che tra le altre cose abolisce l’abuso d’ufficio - è stato approvato in fretta e furia in commissione Giustizia la scorsa settimana per permettere l’arrivo in Aula oggi, così da placare gli appetiti di Forza Italia. In altri casi, come per il ddl Valditara sul ritorno del voto in condotta e dei giudizi sintetici alle elementari, finora si è andati a rilento ma è ragionevole immaginare l’ok finale entro l’inizio dell’anno scolastico.