di Giuseppe Legato
La Stampa, 21 febbraio 2025
Parla il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) in audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali del Senato sulla riforma della separazione delle carriere. “Il nostro movimento di pensiero non è opporsi alla riforma o voler difendere privilegi, ma difendere alcuni principi attuali della nostra costituzione che rappresentano l’essenza del nostro essere magistrati”. Lo ha detto, ieri pomeriggio, 20 febbraio, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Cesare Parodi in audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali del Senato sulla riforma della separazione delle carriere. Un intervento che rimette al centro del dibattito i temi che porteranno la magistratura a scioperare il prossimo 27 febbraio contro le riforme messe in cantiere dal governo di centrodestra. Le sottolineature di Parodi arrivano dopo giorni in cui nella base della magistratura alcune frasi pronunciate dal neopresidente non sono piaciute.
“La prospettazione attuale, con i difetti che pure si sono manifestati, può fornire maggiori garanzie ai cittadini”. Ha aggiunto: “Sgombriamo il campo, la riforma non può incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia”. L’Alta Corte di Giustizia? “È una nuova sede di valutazione dei magistrati totalmente svincolata dal Csm ed è una scelta (quella della sua introduzione ndr) che crea molto stupore perché tutti gli organismi di valutazioni in tema disciplinare sono fortemente integrati con il momento gestionale-organizzativo”. Riassumendo: “Come si fa a valutare fino in fondo un eventuale momento patologico se non si conosce il fisiologico funzionamento del meccanismo? Noi chiediamo che chi dovrà valutare la condotta dei colleghi sia pienamente e fortemente calato in questa realtà: solo così ci potrà essere una valutazione etica”.
Sorteggio del Csm? “Non ci è venuto in mente - ha detto Parodi - un altro momento aggregativo sociale in cui si privano i soggetti interessati di eleggere i propri rappresentanti”. La ratio che solo così si potrà limitare il potere delle correnti? “Premesso che queste (le correnti ndr) sono composte da magistrati che hanno sintonia nell’approcciarsi ai temi di giustizia e non cercano potere: sarebbe meglio dunque intervenire sui criteri di nomina dei dirigenti degli uffici, ma senza far venir meno la rappresentatività”.
E poi il tema clou: la separazione delle carriere. “Questo - ha spiegato Parodi - è un tema che riguarda l’essenza della nostra funzione. Come cittadino mi sento maggiormente garantito, come potenziale indagato, dal sapere che il pubblico ministero è organismo che si fa carico di indagare a 360 gradi sulle condotte che mi vengono contestate. Il pm, peraltro, è il primo - seguendo la riforma Cartabia - a valutare se gli elementi a carico di un indagato consentono una ragionevole pronuncia di condanna prima di chiederne il rinvio a giudizio. E proprio in questo momento invece vogliamo chiedergli di assumere un’altra funzione?”. Ha aggiunto: “Nessuna norma è stata modificata per cui quello che oggi fa il pm dovrebbe essere diverso. Ma intanto un pubblico ministero che appartiene a un ordine differente rispetto al giudice ndr) corre certamente il rischio di andare incontro a una traiettoria efficentista”.
In definitiva: “Il sistema attuale sicuramente ha presentato criticità e problemi: aiutateci a superare questi problemi all’interno dell’attuale schema. Se io un giorno gioco male a tennis non devo buttare via la racchetta, devo giocare meglio, ma se butto via la racchetta non potrò mai giocare a tennis come spero di fare. Aiutateci a usare la racchetta che abbiamo, scritta tanti anni fa ma straordinaria ancora oggi. Non penso di avervi convinto, ma spero di aprire una rivalutazione su questi temi”.











