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di Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2023

Pene fino a 2 anni per i blocchi stradali, 6 per chi occupa case e le rivolte nei Cpr. Cella per le madri. Sfratti rapidi. Giorgia Meloni dice che “senza sicurezza non c’è libertà né crescita”. Il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio è servito al suo governo per rivendicare un’altra svolta securitaria. Più reati e pene più alte, soprattutto nei confronti dei deboli: un nuovo reato con pene fino a due anni per chi blocca le strade (rivolta sopratutto ai militanti ecologisti) e fino a sei anni per le rivolte nelle carceri e nei Centri per la permanenza e rimpatrio, quelli in cui il governo italiano vuole trattenere più a lungo i migranti.

Insomma, nuove punizioni per i più deboli mentre il governo, dall’inizio del suo mandato, ha cercato di tutelare i reati nei confronti dei colletti bianchi che invece, secondo i report dell’Unione europea, sono proprio quelli che bloccano la crescita: basti pensare al ritorno alla prescrizione modello ex Cirielli, l’abolizione dell’abuso d’ufficio e le nuove norme sulla custodia cautelare che imporranno di avvertire l’indagato 5 giorni prima.

La giornata inizia con un vertice a Palazzo Chigi tra Meloni, i ministri e i rappresentanti sindacali delle forze armate e delle forze di polizia. Uno spot di facciata in cui la premier ha ringraziato “il lavoro encomiabile” delle forze dell’ordine. I soldi reclamati dai sindacati però sono pochi (si parla di circa 1,5 miliardi) con un aumento del 5% nei contratti. Poi alle 15:30 il Consiglio dei ministri approva tre disegni di legge con diverse norme in senso securitario. Rispetto alle anticipazioni, sono due i reati che vengono introdotti e rischiano di far più discutere. Il primo, che ricalca una proposta di legge della Lega al Senato, è l’introduzione di un reato con una “stretta” sui blocchi stradali per chi crea “enormi disagi ai cittadini”, spiegano fonti di Palazzo Chigi. Oggi chi impedisce la libera circolazione con il proprio corpo può essere punito con una multa fino a 4 mila euro mentre il governo introduce un nuovo reato punito da 6 mesi a 2 anni “se il fatto è commesso da più persone che sono riunite”. Piantedosi ha spiegato che dovrà essere affinato il blocco fatto da singolo e quello da un gruppo. Una norma che serve come deterrente per gli ecologisti che negli ultimi mesi hanno più volte manifestato sulle strade italiane bloccando il traffico e presi di mira da Salvini. Provvedimento che rischia di creare problemi interpretativi e di mettere a rischio il diritto di protesta, come già nel decreto Sicurezza del governo Salvini del 2018: in quella norma il reato era previsto per chi ostruiva strade e ferrovie con oggetti, mentre restava una sanzione usare il corpo.

Con il nuovo disegno di legge, inoltre, vengono introdotte pene molto dure per chi commette violenze nei confronti della polizia e le rivolte nelle carceri e nei Cpr: negli istituti da 2 a 8 anni per chi le organizza, da 1 a 5 per chi partecipa; nei Centri per i rimpatri invece da 2 a 6 anni per i migranti che organizzano insurrezioni.

Mano pesante anche per le donne incinte o con bambini fino a un anno di età che possono scontare la pena non in carcere ma in istituti a custodia attenuati. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa ha spiegato che la norma serve per colpire “le borseggiatrici” su mezzi pubblici o nelle stazioni: cioè il fenomeno dell’uso della condizione di maternità come esimente in caso di commissione di reato”. Anche se per come è scritta la norma non è detto che possa valere solo per loro: fonti di Palazzo Chigi in serata hanno spiegato che la “recidiva” sarà valutata come elemento fondamentale per disporre la custodia.

Tra le altre misure sulla sicurezza ci sono le nuove pene per chi occupa in maniera violenta le case - da 2 a 7 anni - e da 2 a 6 per chi truffa gli anziani. Inoltre, sono inserite due procedure più rapide (non punibilità e velocizzazione delle pratiche) per gli sfratti delle case occupate. Aumentate anche le pene per i minorenni che fanno “accattonaggio” e per chi detiene armi con finalità di terrorismo. I poliziotti invece potranno detenere un’arma diversa da quella di ordinanza anche senza licenza. Rafforzate anche le misure di intelligence: saranno coperti da garanzie gli 007 sotto copertura che si trovano al vertice dell’organizzazione terroristica per commettere attentati.