di Luciana Ruatta
La Voce e il Tempo, 2 agosto 2024
Le iniziative di economia carceraria intendono portare in situazioni di grave difficoltà - e l’attualità ce lo mostra ogni giorno - opportunità lavorative e collaborativo-relazionali per tenere viva la speranza di un futuro “fuori”. Lo fanno non senza un pizzico di ironia, per mostrare che dal carcere possono uscire manufatti pregevoli, biscotti croccanti e altre “mirabilia” che mai ci si aspetterebbe da luoghi così. Il negozio Freedhome di via Milano a Torino, proprio di fronte al Comune, ne è una testimonianza vivace. E così arrivano, tra gli altri, la “Banda Biscotti” (laboratorio con sede a Verbania) e “Cotti in fragranza”, con cui già da anni la cooperativa “Rigenerazioni” onlus pratica un’imprenditoria sociale con modello di business di giustizia rigenerativa, con i ragazzi del carcere minorile “Malaspina” di Palermo in progetti di inserimento lavorativo.
Le ideatrici, Lucia Lauro e Nadia Lodato, a partire da una lunga esperienza in riflessioni e azioni di sostegno a contesti fragili e marginali, hanno creato una sinergia fruttuosa tra un bisogno urgente che trovava risposte insufficienti sul territorio e il desiderio di vari soggetti istituzionali di sostenere una progettualità “visionaria”, ma anche concreta: l’Istituto penale per i Minori di Palermo, l’Opera don Calabria, l’Associazione nazionale Magistrati e la Fondazione San Zeno. Vi è, tuttavia, la forte consapevolezza delle limitazioni di una attività svolta all’interno del carcere e della necessità, per offrire un reale inserimento lavorativo, di proseguire l’inserimento nella normalità “fuori dalle mura”.
Nel 2016 “Cotti in Fragranza” ha trasferito l’attività di packaging, oltre all’organizzazione dei catering e dei cibi da asporto, a Casa San Francesco, un convento francescano del XVII secolo in stile Arabo Normanno, a pochi passi dalla Cattedrale di Palermo. Un tempo infermeria, ora trasformato in un centro di rigenerazione culturale e sociale nel quartiere che, come tutti i centri storici, ospita a pochi metri di distanza lo scintillio del turismo smart accanto a realtà marginali. Nello stesso laboratorio vengono preparati e distribuiti i pasti per le persone fragili e in difficoltà per dare, anche a chi ha ancora bisogno di accompagnamento e sostegno, la possibilità di aiutare chi a sua volta fatica. Una grande rete di solidarietà e aiuto reciproco si dipana.
Oggi il cortile di Casa San Francesco, dove un tempo c’era il chiostro, ospita il bistrot “Al fresco”, uno spazio bello e gradevole, dove godersi buon cibo e una pizza super in ottima compagnia; dove i progetti di inserimento professionale, rivolti ai ragazzi usciti dall’esperienza del carcere ma non solo, trovano la loro concreta realizzazione. Il luogo è splendido e suggestivo, disseminato di notizie e materiali che testimoniano attività culturali, iniziative e mostre.
Si scopre un angolo nascosto e affascinante di Palermo e si tocca con mano che il desiderio di rigenerazione e di costruire realtà positive può fare miracoli. Se capitate a Palermo non lasciatevelo sfuggire! Ne varrà la pena. Un grande ringraziamento allo staff che la scorsa estate ci ha accolto e coccolato, scusandosi perché, a oltre 30 gradi, non potevano garantirci che saremmo stati “al fresco”. Per approfondimenti: www.commonhome.com/i-marchi-delle-carceri-la-giustizia-rigenerativa-come-modello-dibusiness/.









