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di Alessandra Ventimiglia

ladiscussione.com, 21 agosto 2022

È statisticamente provato che il 68,4% dei detenuti rimessi in libertà senza un lavoro torna a delinquere, mentre tra gli ex detenuti che hanno intrapreso un percorso di formazione e inserimento lavorativo già durante la reclusione, il tasso di recidiva non supera l’1%.

“Il lavoro penitenziario è un incentivo determinante per l’inclusione sociale. Il 31 dicembre 2019 soltanto il 30% circa della popolazione detenuta era impiegata in attività lavorative e di questi solo il 13% per datori terzi rispetto all’amministrazione penitenziaria”. I dati li riporta la pagina del progetto Economia Carceraria, una impresa nata nel 2018 da Oscar la Rosa, già volontario per l’associazione “Semi di Libertà”, che ha da sempre l’obiettivo di contrastare la recidiva attraverso la formazione e l’avvio nel mondo del lavoro di persone detenute e Paolo Strano, Presidente dell’associazione. Obiettivo è promuovere e distribuire tutte le produzioni artigianali realizzate nelle diverse carceri italiane.

Un Festival riunisce tutte le cooperative attive dietro le sbarre - Il primo Festival nazionale dell’Economia Carceraria è stato organizzato a Roma nel 2018 dall’Associazione Semi di Libertà Onlus, dall’Associazione L’Isola Solidale, dalla Cooperativa Co.R.R.I., dalla Cooperativa O.R.T.O. e da Economia Carceraria srl. In quell’occasione si è concretizzato l’obiettivo di presentare le produzioni carcerarie come materia articolata, ma coesa, di un lavoro che può trarre forza dalla capacità di fare rete.

Durante i tre giorni, sono state presentate produzioni di realtà intra ed extra murarie provenienti da tutta Italia, si sono svolti convegni sul tema del lavoro penitenziario e dell’inclusione, organizzato appuntamenti di cucina carceraria e di moda penitenziaria. Da allora si ripete ogni anno e rappresenta un laboratorio permanente di idee e progetti per ripensare in modo efficace le attività svolte nelle strutture detentive, la narrazione di storie e vissuti in grado di mettere in discussione convinzioni e suggerire riflessioni, una esposizione fotografica e una di opere realizzate in carcere, premiazioni, monologhi teatrali, presentazioni di libri, proiezioni audiovisive e molto altro.

E-Commerce e prodotti di qualità - Per poter acquistare facilmente questi prodotti, da poco è nato il negozio online di Economia Carceraria, frutto di un lungo lavoro tra cooperative e detenuti impegnati negli istituti penitenziari di tutta Italia. Il catalogo dei prodotti in vendita nel negozio online, ad oggi riunisce circa 13 realtà d’impresa: ci sono i biscotti siciliani di Cotti in Fragranza (Palermo), che dopo l’apertura del bistrot Al Fresco, a Palermo ha stipulato una collaborazione con la cantina veneta Masi per la produzione di prodotti di pasticceria; le paste di mandorla di Dolci Evasioni (Siracusa), i torroni e torroncini di Sprigioniamo Sapori (Ragusa), E ancora: la birra “Pausa Cafè”, prodotta nel Carcere di Saluzzo (Cn), il vino “Fresco di Galera” del Carcere di Sant’Angelo dei Lombardi (Av) e il “Valelapena” del Carcere di Alba (Cn), le giardiniere, le passate di pomodoro, il miele, le marmellate, i succhi di frutta biologici “Rigenera” del carcere di Cremona, i “Banda biscotti” del carcere di Verbania.

Come sottolinea Oscar La Rosa, cofondatore di Economia Carceraria: “C’è ancora troppa ingiustificata diffidenza nei confronti di questi prodotti che, invece, sono ottimi dal punto di vista organolettico, hanno un immenso valore etico e sociale e prezzi in linea con il mercato. Noi siamo fiduciosi che la possibilità di acquistarli online possa essere un invito peri consumatori e un volano per questa particolare economia”.

Tutti i prodotti sono rintracciabili per categoria o accedendo alla scheda del produttore, che racconta la storia del progetto all’interno del carcere.

L’importanza dell’economia carceraria per le persone detenute - Anche altre associazioni si stanno adoperando per trovare lavoro e creare corsi per le persone detenute, poiché imparare un mestiere già all’interno del carcere è fondamentale per sperare in un futuro migliore dopo la scarcerazione e questo non fa che confermare l’efficacia delle iniziative che, anche grazie al supporto di associazioni del terzo settore, sollecitano i carcerati a rimettersi in gioco, avere una reale seconda chance, iniziando un percorso di lavoro e legalità, applicando così il principio sancito dall’art. 27 della Costituzione italiana: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Per accedere al portale: https://economiacarceraria.com/