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di Giampaolo Cerri

vita.it, 12 marzo 2026

Una giornata della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo sull’Economia circolare e sull’inclusione sociale nel settore moda. In mezzo a imprese sociali che riciclano tessuti ma rigenerano anche le persone. Un racconto e un podcast da ascoltare. Alla fine Luciana Delle Donne regalava i suoi braccialetti verdi, cuciti da chissà quale detenuta, alle persone in sala. Economia circolare, circolarissima quella che la sua Officina creativa costruisce da tempo in tante carceri italiane col marchio Made in Carcere. Stamane a Milano, la Direzione Impact di Intesa Sanpaolo ha proposto un focus su “Economia circolare e Sociale - Il valore nella filiera della moda. Un’opportunità di governance Esg”, che ha riunito a Palazzo Giureconsulti imprese e realtà del Terzo settore.

Andrea Lecce durante i lavori - Soprattutto, la struttura guidata da Andrea Lecce ha voluto dare appunto la parola a una serie di realtà sociali impegnate appunto in questa filiera e case history di Economia circolare ma tutte ugualmente esempi da manuale di come il riciclo possa essere virtuosamente ricondotto alla produzione, in contesti che facciano inclusione. Insomma che la E di environmental vada a braccetto con la S di social e tutte e due esaltino l’umano più vulnerabile.

Lavoro ai vulnerabili fra legge Biagi e carcere di Verona - Ne sanno qualcosa Anna Fiscale e la sua Quid, cooperativa sociale che in Veneto impiega tante persone con disabilità, applicando le possibilità offerte della Legge Biagi: consente alle aziende di assolvere l’obbligo sul collocamento delle “categorie protette” traslandolo appunto in una cooperativa sociale a cui affidare una commessa. “Abbiamo 25 convenzioni con aziende diverse: da Ikea a Dolce e Gabbana, a Generali”, racconta. Accanto a loro anche 30 detenuti, lavoratori e lavoratrici nel carcere veronese di Montorio. Ridanno vita ai tessuti che poi vanno a Dolce e Gabbana, Folconeri, Antonio Marras. E rigenerano anche a se stessi, per riaffrontare un’esistenza degna, dopo la pena.

Nella Cartiera, una pelletteria di lusso - Ne sa qualcosa anche Andrea Marchesini Reggiani, che con i tanti soci di Abantu, molti migranti, tutte persone in condizione si svantaggio, ha creato un laboratorio di moda etica in una cartiera dismessa vicino Marzabotto. “Lavoriamo secondo diverse prospettive”, racconta, “una sostenibilità integrata, capace di offrire opportunità lavorative e l’accesso alla casa e ai servizi, per consentire autonomia e inclusione sociale duratura”.

Racconta che, proprio in queste settimane, sta facendo la due diligence di una storica azienda di pelletteria, “un marchio con oltre un secolo di storia, l’ultimo rimasto nel Bolognese”, dice, “vorremmo rilanciarne la produzione di accessori, portandola sulla sostenibilità sociale e ambientale e generativa: abbiamo un anno davanti e sarebbe bello, perché sarebbe un’eccellenza del lusso”.

Di Luciana Delle Donne, che dire? Gli scarti che trasforma in bag, in bracciali e in vestiti con le sue colleghe detenute hanno bisogno di trovare committenti, magari aziende che ne fanno strenne natalizie per dipendenti e clienti: “Generiamo un grande risparmio per lo Stato, abbattendo la recidiva fino allo zero: ogni detenuta “costa” 60mila euro all’anno”, ricorda.

Questioni di ecodesign - Naturalmente si parla anche di Economia circolare tout court, di come si stia progressivamente superando il modello lineare tradizionale, favorendo un uso più efficiente dei materiali lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti. “Nel settore moda”, ricordano quelli di Intesa Sanpaolo, “l’Economia circolare implica il ripensamento dei processi produttivi attraverso ecodesign, riciclo, riuso e rigenerazione dei capi, oltre allo sviluppo di nuovi modelli come riparazione, noleggio e upcycling. La transizione è sostenuta anche dalle nuove normative europee, tra cui il regolamento sull’ecodesign dei prodotti sostenibili, il divieto di distruzione degli invenduti e il passaporto digitale del prodotto”.

Ad aprire i lavori è Massimiano Tellini, head of Circular economy di Intesa Sanpaolo Innovation Center, che illustra come finanza e innovazione possano accelerare la transizione circolare nel settore moda. “Attraverso il nostro approccio sull’economia circolare che si fonda sul concetto open innovation”, dice, “la circolarità diventa leva per la creazione di nuovi modelli di business e percorsi strutturati di sostenibilità oltre che di valore sociale. Dal 2022, tra l’altro, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha finanziato 1.400 progetti di economia circolare per circa 16 miliardi di euro, mentre nel Piano di Impresa 2026-2029 sono previste 87 miliardi di euro di nuove erogazioni per la transizione sostenibile”.

Laboratori Esg - Anna Roscio, executive cirector Sales & Marketing Imprese Divisione Banca dei Territori, ha quindi parlato dell’esperienza dei Laboratori Esg: nella più ampia strategia del Gruppo guidato da Carlo Messina, Intesa Sanpaolo affianca le imprese nel percorso di transizione Esg attraverso un ecosistema di strumenti e iniziative. “Attraverso i Laboratori”, ha spiegato, “che sonoluoghi di confronto distribuiti su tutto il territorio nazionale, Intesa Sanpaolo accompagna le imprese nell’integrazione della sostenibilità nei modelli di business: ad oggi sono state coinvolte 5mila aziende in 250 incontri fisici e digitali”.

Allo stesso modo la Direzione Impact della Banca dei Territori, ricordano da Intesa Sanpaolo “promuove soluzioni finanziarie orientate alla creazione di valore sociale e ambientale, creando connessioni e accompagnando imprese ed enti del Terzo settore con strumenti dedicati, percorsi di valutazione e metodologie di misurazione dell’impatto. La valutazione d’impatto sociale è infatti uno degli strumenti con cui Intesa Sanpaolo misura il valore generato dalle iniziative sostenute. Le analisi sui progetti sostenuti tra il 2022 e il 2024 mostrano che 435 milioni di euro di finanziamenti al Terzo settore hanno generato circa 1,4 miliardi di euro di benefici sociali, pari a oltre 3 euro di valore per ogni euro erogato”.

Spiega Andrea Lecce che “la transizione verso modelli di economia circolare e sociale richiede un approccio di collaborazione tra imprese, istituzioni e Terzo settore, capace di generare un’economia fondata sulle relazioni. Con la Direzione Impact promoviamo connessioni e accompagniamo imprese e organizzazioni non profit con strumenti finanziari, percorsi di valutazione e momenti di confronto come i Laboratori Esg profit / non profit. In questo modo”, ha concluso, “sosteniamo progetti capaci di creare valore economico e sociale insieme: la valutazione d’impatto mostra che, grazie al nostro credito, gli investimenti delle realtà finanziate generano benefici per le comunità pari a oltre tre volte le risorse impiegate”.

Il braccialetto di Made in Carcere, ne siamo certi, di euro “impattanti” ne genera anche di più. “Ora proseguo per Lecco”, mi dice salutando Delle Donne, “c’è da fare anche là, stiamo ragionando di nuovi progetti”. Indossa un abito etichettato vistosamente col brand delle donne detenute questa Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica, premiata da Sergio Mattarella nel 2023: il capo della Stato volle, tramite lei, attribuire idealmente un riconoscimento a tutte quelle vite che recuperano, riciclano e rinnovano se stesse. Da grande costituzionalista, l’articolo 27 della nostra Legge fondamentale lo conosce a menadito.