di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 4 maggio 2024
Procuratrice generale dell’Ecuador, giurista di origini afro-ecuadoriane, cresciuta da una madre single nella città di Ibarra, ai piedi del vulcano Imbabura. È una donna che Don Winslow, lo scrittore americano autore di “Il cartello” e altri indimenticabili thriller, potrebbe raccontare bene, ispirandosi a lei in uno dei suoi romanzi. Diana Salazar Méndez, procuratrice generale dell’Ecuador, è stata indicata da Time tra le cento personalità più influenti del 2024 e Samantha Power - già rappresentante permanente degli Stati Uniti all’Onu durante la presidenza Obama - parla così di questa giurista di origini afro-ecuadoriane, cresciuta da una madre single nella città di Ibarra, ai piedi del vulcano Imbabura: “Il suo è uno dei più duri e pericolosi lavori in tutto l’emisfero occidentale”.
Qual è questo lavoro? Impedire che le potenti organizzazioni di narcotrafficanti, utilizzando spietatamente violenza e corruzione, distruggano un Paese diventato il principale snodo della cocaina proveniente da Colombia e Perù (che poi entra negli Stati Uniti e in Europa), dove nel 2023 sono state uccise 8.000 persone, cioè 45 omicidi ogni 100mila abitanti. I trafficanti, come ha scritto Roberto Saviano sul Corriere, “sono arrivati a essere la prima azienda dell’Ecuador che infiltra la politica, decide i sindaci, compra i voti, sposta ministri e vertici di polizia e ammazza politici quando si frappongono tra loro e i loro obiettivi”.
Il grande interrogativo di questa drammatica situazione riguarda le possibilità di successo della linea di massimo rigore voluta presidente Daniel Noboa (figlio dell’uomo più ricco del Paese) che ha dichiarato lo stato di emergenza e indetto in aprile un referendum sul rafforzamento dell’uso dei militari nella lotta alla violenza che è stato premiato dal consenso degli elettori. Bocciato, invece, il quesito riguardante una ulteriore flessibilità del mercato del lavoro.
Intanto Salazar Méndez va avanti, non contenta del successo dell’operazione “Metastasi” che ha portato l’anno scorso a decine di arresti eccellenti. È diventata un personaggio popolare, che ha guadagnato il rispetto dei cittadini. Il suo motto è dimostrare a tutti, nonostante le terribili minacce ricevute, che “la giustizia non si inginocchia”. Sicuramente non le manca il coraggio.









