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di Giacomo Losi


Il Dubbio, 11 novembre 2020

 

L'Ottimismo del ministro della Giustizia, il pessimismo dell'avvocatura e dell'Ance. Insomma, il tema dell'edilizia giudiziaria continua a dividere la politica da chi, ogni giorno, frequenta gli scalcagnati tribunali italiani. Una "diversità di vedute", per così dire, emersa in modo chiaro nel corso del convegno "Costruire giustizia", organizzato dall'Ance e dall'Ocf.

Il Guardasigilli, dal canto suo, ha snocciolato qualche numero: "Le richieste al Ministero per interventi di giudiziaria riguardano al momento 936 immobili e tra il 2018 e il 2020 abbiamo messo in campo quasi 600 interventi. Ogni anno 320 milioni di euro sono impiegati per l'edilizia giudiziaria e come governo abbiamo stanziato oltre 800 milioni per i poli giudiziari, con 13 progetti già finanziati", ha detto Bonafede.

Il quale poi ha rilanciato: "L'edilizia giudiziaria è fondamentale non soltanto per la sicurezza di tutti coloro che entrano in un ufficio giudiziario, ma anche per la credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini e per la sua efficienza - ha aggiunto - La prima criticità che ho affrontato da ministro è stata l'edilizia a Bari, dove la giustizia si celebrava nelle tende. Lì ho capito che l'edilizia doveva essere uno dei punti principali della giustizia. Proprio a Bari per il primo lotto legato al Parco della Giustizia abbiamo stanziato 95 milioni di euro".

Ma all'ottimismo di Bonafede che pure ha promesso di impegnare i soldi del Recovery - si è contrapposto il giudizio netto dell'Ance: "Sono troppo poche le risorse destinate all'edilizia giudiziaria. Il bilancio 2020 dello Stato prevede circa 121 milioni di euro rispetto ai 81,7 milioni del 2019 ma per gli interventi necessari richiesti servirebbero 187 milioni", hanno infatti ricordato i costruttori secondo i quali le risorse messe in campo sono insufficienti, "soprattutto se pensiamo che solo nel 2019 gli uffici giudiziari hanno fatto richiesta di 527 interventi manutentivi su strutture e impianti per complessivi 187 milioni di euro", sottolinea l'Ance che considera il Recovery Fund come un'opportunità da sfruttare.

Il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del paese prevede infatti circa 1 miliardo di euro fino al 2032 destinato all'edilizia giudiziaria. e Ance crede possa "consentire all'amministrazione una programmazione pluriennale degli interventi", sfruttando le risorse europee del Next Generation Eu per la "messa in sicurezza e ristrutturazione degli uffici giudiziari già esistenti, la costruzione di nuovi poli e l'accelerazione del processo di digitalizzazione".

Un'opportunità, questa, anche per recuperare il gap rispetto agli altri Stati. Secondo un rapporto, che mette a confronto efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari di tutti gli stati membri, l'Italia è al penultimo posto per la durata dei contenziosi civili e commerciali e in fondo alla classifica anche per i tempi delle cause amministrative. E su questi dati, sostiene l'Ance, "influisce anche il pessimo stato all'edilizia giudiziaria".

Mancando infatti un'anagrafe pubblica dell'edilizia giudiziaria, dalla quale reperire dati sullo stato degli stabili, "sappiamo ben poco sulle condizioni strutturali dei nostri tribunali". Drammaticamente efficace il racconto del sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, il quale ha ricordato che nel caos barese c'era un giudice di pace che aveva l'ufficio con gli archivi in un palazzo tra le cantine dei condomini dove si tenevano anche le conserve di pomodoro. Netto anche il giudizio del presidente Ocf, Giovanni Malinconico, secondo il quale il quadro dell'edilizia giudiziaria è "desolante".