Il Dubbio, 7 maggio 2026
“Come si riesce a impostare ed effettuare un programma di investimento che, come vedremo, è di oltre 450 milioni di euro con un numero limitato di risorse umane? Qui c’è una prima novità. L’elemento peculiare del programma è stato di aver coinvolto tre soggetti istituzionali: Invitalia, Anac, Cassa depositi e prestiti. Tutto questo con la collaborazione continua e costante con il ministero della Giustizia, in particolare con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e il dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità”.
Lo ha detto Marco Doglio, commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, in audizione in commissione Giustizia alla Camera sul “programma dettagliato” sull’edilizia penitenziaria. “La redazione del programma degli interventi è il risultato di una ricognizione di carattere nazionale relativa alla domanda di posti detentivi, che ci ha coinvolto e che è durata 3 mesi”, ha aggiunto Doglio. Le linee di intervento del programma sono cinque e vanno dal completamento di interventi già avviati e non conclusi alla realizzazione nuovi moduli prefabbricati e padiglioni. “Il piano dei 10.600 nuovi posti è un’operazione centrale con i poteri del commissario - ha spiegato Doglio - Gli altri attori sono due: il Dap, che sta facendo i suoi interventi normali, partiti da anni, e anche lì stanno facendo in piccola parte nuovi posti detentivi, e dall’altra parte c’è tutta la programmazione e l’attività del Mit”.











