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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 4 giugno 2021

 

La sua composizione fa ben sperare per un futuro non carcerocentrico. Sono 132,9 milioni, gli euro destinati all'edilizia penitenziaria. Ed è la commissione ministeriale presieduta dall'architetto Luca Zevi a elaborare un progetto per utilizzare al meglio i fondi. Come ha già ricordato Il Dubbio, la Commissione ha già presentato un format con un costo complessivo stimato di 10.575.000 euro.

A fornire gli aggiornamenti sui lavori è stato, la scorsa settimana, il Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto in audizione alla Commissione Bilancio del Senato. "Il Fondo Complementare del PNRR - ha detto Sisto - prevede 132,9 milioni di euro, dal 2022 al 2026, per la costruzione e il miglioramento di padiglioni e spazi per le strutture penitenziarie per adulti e minori, una prospettazione complessiva che tiene conto anche dei fondi per i lavori di ristrutturazione di 4 istituti per minori".

Ha aggiunto sempre il sottosegretario che "L'Amministrazione Penitenziaria aveva individuato, in origine, 8 siti in altrettanti istituti penitenziari dove edificare i padiglioni da 120 posti ciascuno: Rovigo, Vigevano, Viterbo, Civitavecchia, Perugia, Santa Maria Capua Vetere, Asti e Napoli Secondigliano. Il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria sta, comunque, rivalutando alcune delle sedi per evitare di incidere su Istituti già sovraffollati o evitare di sottrarre alla struttura, con la nuova edificazione, spazi trattamentali".

La Commissione per l'architettura penitenziaria ha ricevuto dal ministero della Giustizia il compito di proporre soluzioni operative per adeguare gli spazi detentivi, aumentarne la vivibilità e la qualità, rendendoli realmente funzionali al percorso di riabilitazione dei detenuti, al fine di orientare le future scelte in materia di edilizia penitenziaria. "L'obiettivo della Commissione - spiegava il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis nel corso della prima riunione - è duplice: definire e proporre un modello di architettura penitenziaria coerente con l'idea di rieducazione, da un lato, ed elaborare interventi puntuali di manutenzione sulle strutture esistenti, dall'altro".

L'osservatorio Carcere delle camere penali, ha ricordato che la "Commissione per l'architettura penitenziaria" potrebbe essere utile e positiva, "solo ove fosse accompagnata da altre da tempo attese e se non fosse da inquadrare nei lavori "a perdere" di tante altre Commissioni". Per restare in materia - ma gli esempi potrebbero essere molti - l'osservatorio carcere evoca la Commissione presieduta dal professor Glauco Giostra, i cui lavori furono, in gran parte, cestinati. La Commissione si occupò, tra l'altro, proprio dello "spazio della pena" e della "vita detentiva", in ossequio ai criteri fissati dalla Legge Delega del 23 giugno 2017.

Non a caso, tra i componenti della Commissione vi era il professore Luca Zevi, architetto e urbanista, oggi chiamato a presiedere la neo-commissione istituita dal ministro Bonafede. Tra i componenti la Commissione vi erano anche avvocati dell'Unione delle Camere Penali e "possiamo affermare - ricorda l'osservatorio carcere - che si discusse a lungo di architettura penitenziaria. Tema poi abbandonato in sede di stesura degli schemi di decreto, per volere di una politica non interessata - nonostante l'espressa delega del Parlamento al governo - a migliorare gli spazi e la vita all'interno degli istituti di pena, in nome anche di quel diritto all'affettività, previsto ma da sempre negato". Lo stesso Luca Zevi, prima ancora, nel 2015, era stato il Coordinatore del Tavolo N. 1 degli Stati Generali sull'Esecuzione Penale che aveva ad oggetto lo "spazio della pena: architettura e carcere".

Stati Generali e Tavoli previsti dai Decreti Ministeriali dell'8 maggio e del 9 giugno 2015. Inoltre si è più volte espresso sulla realizzazione del carcere di Nola, indicato nel bando ministeriale del 2017, i cui lavori, si badi, non sono ancora iniziati. La presidenza della Commissione affidata al Professore Luca Zevi, secondo l'osservatorio carcere, può essere certo una garanzia per le sue specifiche conoscenze e per la sua idea di detenzione, che vede il carcere come una struttura "in cui il detenuto può stare 12 ore al giorno lontano dalla cella, in modo da impegnare la giornata svolgendo attività lavorative, sociali, sportive e avere una camera di pernottamento, possibilmente individuale, dove dormire". In concreto l'applicazione dei principi costituzionali e delle norme dell'ordinamento penitenziario.

Ma una rassicurazione c'è. Nella Commissione per l'edilizia attuale, ci sono altre rilevanti figure, quali Mauro Palma, Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, di 2 Magistrati di Sorveglianza, di altri 5 architetti, tra cui Maria Rosaria Santangelo e Cesare Burdese, che si sono occupati in passato di interventi negli istituti di pena.

Ma anche di Gherardo Colombo, presidente della Cassa delle Ammende, componente all'epoca della Commissione Giostra e che, anche con recenti pubblicazioni, ha evidenziato la necessità di rispettare il principio costituzionale di "rieducazione" del condannato. E c'è la presenza di Gemma Tuccillo, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che crede nell'importanza delle misure alternative. Tutto questo, può far ben sperare.