di Pietro Rebusi
Il Manifesto, 16 ottobre 2025
“Una firma che vale una vita” è l’iniziativa che sancisce l’incontro tra la campagna Coop “Dire Fare Amare” avviata all’inizio di quest’anno (a favore dell’obbligatorietà dell’educazione affettiva nella scuola) e “Diritto a Stare Bene” (la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del servizio nazionale pubblico di psicologia, obbligatorio e permanente). Sulla scia di questa alleanza, l’8 ottobre è stata inaugurata a Firenze la campagna Una firma che vale una vita, appunto raccogliendo firme con i presidi nei punti vendita Coop in 23 luoghi, tra grandi città e capoluoghi di provincia.
Dopo Firenze, domani si potrà firmare a Roma proseguendo con Torino, Cuneo, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Perugia, Genova, Milano e Brescia. Se nei punti vendita Coop la possibilità è quella del cartaceo, si segnala che si può firmare anche digitalmente. Da dove nasce l’idea di unire l’impegno di Coop per il sociale, da sempre in ascolto di fenomeni quali la violenza maschile contro le donne, e “Diritto a stare bene”, formazione sorta a luglio del 2025 per la salute dei luoghi nei quali viviamo insieme, a cominciare dalla scuola?
Se n’è parlato pubblicamente a Roma il 10 ottobre durante un panel nell’ambito della prima edizione di manifestival, alla presenza di Maura Latini (presidente Coop), Francesco Maesano (giornalista del tg1 e parte del coordinamento di Diritto a stare bene) e Elisabetta Camussi (docente di psicologia sociale alla Bicocca di Milano e parte del comitato Diritto a stare bene), con la moderazione di Alessandra Pigliaru (il manifesto). “Diffondere una cultura contro la violenza di genere e agire in forma preventiva è fondamentale”, ha ricordato Maura Latini. “Gli episodi di cronaca ci mettono di fronte a situazioni di disagio sempre più frequenti di fronte alle quali non si può rimanere inerti”.
Un connubio che è dunque responsabilità collettiva: “Bisogna obbligatoriamente iniziare dalla scuola”, ha specificato Francesco Maesano. “Per questo insieme a Coop vogliamo che si finanzi in modo adeguato l’educazione alle relazioni fatta dagli psicologi, che non è solo insegnamento ma è intervento, prevenzione, lavoro con le classi nelle quali studiano e vivono i bambini e i ragazzi”. L’anello di congiunzione tra Coop e “Diritto a stare bene” è Elisabetta Camussi che ritiene la psicologia, nell’ambito di questo progetto, sia “strumento indispensabile di prevenzione del bullismo, della violenza di genere, delle discriminazioni, oltre che una modalità di intervento necessaria per le situazioni già critiche”. Si tratta insomma di arrivare nelle scuole e nelle università, sul posto di lavoro, in ospedale, in ambito sportivo e in contesti di fragilità. “L’educazione alle relazioni riguarda infatti i rapporti con i pari”, prosegue Camussi. “Riguarda le relazioni tra partner, l’informazione sessuale. Riempie dunque uno spazio strategico, attualmente vuoto o colmato da contenuti reperiti autonomamente on line”.











