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di Dacia Maraini

Corriere della Sera, 11 novembre 2025

In molte scuole dove vado a parlare coi ragazzi, mi dicono spesso che non hanno studiato il fascismo e l’ultima guerra mondiale. E perché? Non perché sia proibito ma perché non sono arrivati in tempo. Questa la risposta. È probabile che in questo ritardo ci sia una qualche preoccupazione da parte degli insegnanti di affrontare un periodo storico ancora troppo vicino e suscitare reazioni imprevedibili nei parenti altrettanto ignoranti dei loro figli. I fenomeni di intolleranza contro la democrazia, il ritorno delle svastiche sui muri, il saluto a braccio teso fanno indignare chi crede nella democrazia faticosamente guadagnata con il sacrificio di tanti. Ma da dove viene questo rigurgito di storia non digerita?

Perché vediamo l’esaltazione soprattutto dei giovani? E subito viene da chiedersi: ma se questi entusiasti conoscessero nei particolari la storia del nostro Paese, i vent’anni di dittatura, la furia di chi ha voluto mettere a tacere ogni dissidenza, di chi ha mandato a morte tanti innocenti per il solo fatto che criticavano il regime, sarebbero ancora lì ad alzare le braccia in un saluto che si riferisce a un mito virtuale e malinteso?

Se a scuola si mostrassero i camion pieni di esaltati che andavano a picchiare gli operai nelle case del popolo, se si mostrassero le immagini dei soldati mandati a combattere in guerre feroci con le scarpe rotte e le armi antiquate, se si potesse assistere anche solo per memoria fotografica alle imprese violente degli squadristi che si accanivano su corpi inermi, se potessero rivedere le scene di quelle scuole in cui da un giorno all’altro venivano cacciati via i bambini non cattolici, se potessero conoscere nei particolari il rapimento e l’uccisione a coltellate di un deputato come Matteotti solo perché aveva criticato la politica del regime, e assistere alle selvagge bastonate che hanno portato a morte il giovane Gobetti, veramente questi giovani inneggerebbero al fascismo?

Ho troppa stima dell’essere umano per pensare che ci si schieri, una volta dentro la piena conoscenza dei fatti, dalla parte di chi praticava la violenza come sistema e calpestava le più semplici regole della convivenza. In molte scuole dove vado a parlare coi ragazzi, mi dicono spesso che non hanno studiato il fascismo e l’ultima guerra mondiale. E perché? Non perché sia proibito ma perché non sono arrivati in tempo. Questa la risposta.

È probabile che in questo ritardo ci sia una qualche preoccupazione da parte degli insegnanti di affrontare un periodo storico ancora troppo vicino e suscitare reazioni imprevedibili nei parenti altrettanto ignoranti dei loro figli. Ma chi ha una minima conoscenza della storia italiana che ha portato a una guerra deleteria, che ha appestato il Paese nella sua accettazione dei delitti di Hitler, non può aderire alla esaltazione di un mito astratto e retorico. E si dicono anche cristiani. Ma qualcuno di loro ha mai letto il Vangelo?