di Diego D'Amelio
Il Piccolo, 3 gennaio 2022
Organismo costituito dal governo per monitorare i tempi del settore. Il docente universitario: "Un grande onore lavorare in questo gruppo". C'è anche il triestino Mitja Gialuz nel Comitato tecnico-scientifico appena costituito dal governo Draghi per monitorare l'efficienza della giustizia penale. Il nuovo organismo nasce nell'ambito dell'applicazione del Pnrr italiano che, su richiesta della Commissione europea, ha previsto anche la riforma del processo penale per abbreviare i tempi della giustizia.
Il Comitato supporterà il percorso di riforma, incaricato di valutare il raggiungimento degli obiettivi connessi al Recovery Plan che, oltre agli investimenti, ha richiesto agli Stati membri una serie di riforme. Dopo aver fatto parte del gruppo di esperti che ha affiancato il ministero della Giustizia sulla revisione della giustizia penale, ora Gialuz entra nel Cts che ne seguirà l'applicazione.
Professore ordinario di procedura penale all'Università di Genova, Gialuz accoglie con soddisfazione la nuova nomina: "Il Comitato - spiega - ha una valenza strategica importante ed è stato previsto per la prima volta nel sistema italiano dalla recente riforma Cartabia. La Commissione europea ha chiesto all'Italia di ridurre i tempi della giustizia e il Comitato è stato creato per ripensare le modalità di monitoraggio e valutare l'impatto della riforma attraverso l'acquisizione di dati statistici oggettivi".
Il docente universitario, nonché patron della Barcolana, si dice "particolarmente onorato e soddisfatto di entrare in un gruppo di lavoro composto da personalità autorevoli e con una forte connotazione interdisciplinare, dai giuristi agli statistici, fino agli economisti. Ci aspetta un lavoro molto impegnativo: si tratta di accompagnare tutto il percorso di digitalizzazione e ammodernamento della giustizia penale, avendo per la prima volta un'idea chiara della realtà a partire da dati statistici precisi".
Gialuz è l'unico esperto di procedura penale all'interno dell'organismo, composto da 15 membri. Si tratta del riconoscimento del lavoro svolto nell'ultimo anno all'interno della Commissione Lattanzi, che ha elaborato le proposte alla base della riforma del processo penale promossa dalla ministra Marta Cartabia.









