Nova, 12 aprile 2015
Quattordici membri dei Fratelli musulmani, fra cui la guida suprema Mohamed Badea, sono stati condannati a morte da un tribunale egiziano con l'accusa di aver organizzato un gruppo terroristico. La sentenza è sospesa, come vuole la legge in Egitto, fino all'assenso da parte dell'autorità religiosa. Nello stesso processo, altri 37 membri della Fratellanza sono stati condannati al carcere a vita. L'ergastolo è stato comminato anche a Mohamed Sultan, che avrebbe attuato uno sciopero della fame di 414 giorni, nel corso dei quali è stato mantenuto in vita con l'alimentazione forzata, per protestare contro la sua detenzione.
È stato condannato a morte invece suo padre, Salah Sultan, noto predicatore e membro della Fratellanza. Secondo l'accusa, i condannati avrebbero organizzato un gruppo eversivo denominato "Sala operativa di Rabaa" l'anno scorso durante una manifestazione di protesta a sostegno del deposto presidente islamista Mohamed Morsi. Il gruppo si prefiggeva di attaccare sedi della polizia, strutture statali e chiese cristiane in tutto il paese e in particolare nell'Alto Egitto, dove oltre 70 luoghi di culto non islamici sono stati dati alle fiamme dopo la repressione da parte delle autorità egiziane delle proteste pro-Morsi.










