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Ansa, 27 gennaio 2015

 

Resta ancora molto confusa la situazione nel carcere della capitale mauritana Nouakchott dove, da alcuni giorni, un gruppo di detenuti appartenenti alla corrente salafita dell'Islam, dopo una rivolta, hanno preso in ostaggio un numero imprecisato di guardie. I salafiti, impossessatisi di alcune ali del reclusorio, hanno comunicato, via internet, con l'esterno lanciando dei messaggi contrastanti, alcuni dei quali minacciavano l'esecuzione delle guardie in caso di loro mancata liberazione.
Ma questa mattina la situazione, pur potenzialmente pericolosa, sembra ridimensionarsi perché è stato accertato che i rivoltosi, contrariamente a quanto avevano fatto trapelare, non sono armati di fucili o anche solo di coltelli, ma solo dei manganelli sottratti ai loro ostaggi quando questi ultimi hanno tentato una incursione nei locali in mano ai salafiti. Sembra che la rivolta sia scoppiata quando un gruppo di salafiti che, scontata la loro condanna aspettavano di essere scarcerati, hanno avuto comunicato uno slittamento delle procedure di liberazione, peraltro senza una apparente giustificazione, almeno a loro giudizio. Intorno alla prigione, riferiscono testimoni da Nouakchott, sono state dispiegate alcune unità di sicurezza, che fanno ritenere come imminente una azione di forza.