di Guido Rampoldi
Il Fatto Quotidiano, 15 giugno 2020
Per motivi di pubblica decenza sarebbe utile sottoporre parlamentari e giornalisti ad una misura preventiva: su questioni che animano il dibattito politico, chi in passato dimostrò convinzioni opposte a quelle che ora dichiara sia ammesso ad intervenire solo dopo rigorosa autocritica.
Nel caso delle vendite di armi all'Egitto, per esempio, chi la bolla come vergognosa andrebbe chiamato a spiegare perché non manifestò il minimo disagio quando Renzi lodava al Sisi con un trasporto che Almirante non dimostrò per Pinochet.
Essendo l'autocritica esclusa dalle prassi politica e giornalistica, in questo caso il risultato sarebbe una diminuzione degli schiamazzi e del tasso di ipocrisia in una vicenda dalla conclusione già scritta: l'Egitto avrà le fregate che ha comprato e il procuratore generale del Cairo, notorio complice di al Sisi, volerà a Roma per aggiungere alle indagini la solita fuffa.
Nulla di nuovo: i nostri ultimi quattro governi si sono mossi tutti su questo stesso doppio binario. Per dimostrare che facevamo sul serio ritirammo l'ambasciatore al Cairo, così privandoci di uno strumento necessario per proteggere non solo i nostri interessi ma anche gli attivisti egiziani impegnati nella difesa dei diritti umani.
Infine lo rimandammo in Egitto: ma senza smettere né di 'esigerè la verità dal capo degli assassini, né di sussurrargli nell'orecchio che dovevamo fare la voce grossa per accontentare l'opinione pubblica. Ora scoppia lo scandalo delle due fregate che l'Egitto avrebbe comprato anche se avesse un governo democratico, per il semplice fatto che si è scoperto possessore di immensi giacimenti off-shore e ha bisogno di una marina per proteggerli.
E la farsa ricomincia. Cosa avrebbe fatto un Paese serio? In assoluto silenzio, avrebbe aiutato i generali della fronda contro al Sisi, il dissenso, i suoi media; e avrebbe cercato in proprio verità e giustizia. Ma occorrerebbe una politica estera, politici decenti, efficaci servizi segreti, una società civile pensante. Mancando tutto questo, non rimane che recitare.










