Nova, 7 febbraio 2015
Sono "inaccettabili" le critiche piovute sull'Egitto da parte di paesi stranieri e organizzazioni internazionali dopo le condanne all'ergastolo comminate dal Cairo a 230 attivisti implicati nelle proteste del dicembre 2011 contro il regime di Honsi Mubarak. È quanto afferma il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato diffuso oggi. Le reazioni internazionali, si legge nella nota, "costituiscono un'interferenza negli affari interni dell'Egitto che rivela l'ambiguità di quei paesi e di quelle organizzazioni". Molti degli Stati che hanno sollevato critiche contro Il Cairo, ricorda inoltre il ministero degli Esteri, "continuano a tenere in carcere detenuti per parecchi anni senza dar loro la possibilità di difendersi in un giusto processo".
Due gironi fa, il dipartimento di Stato Usa aveva espresso "profonda preoccupazione" per le sentenze comminate dal Tribunale penale del Cairo nei confronti di Ahmed Douma e degli altri attivisti. Secondo la portavoce del dipartimento Mary Harff si sarebbe trattato di "una violazione dei più semplici principi di democrazia". Gli imputati sono stati accusati di aver provocato scontri con le forze di sicurezza e di aver danneggiato una libreria pubblica nei pressi di Piazza Tahrir, al Cairo, dando fuoco a centinaia di manoscritti e libri rari.











