Corriere della Sera, 15 aprile 2015
La polizia egiziana ha il diritto di espellere stranieri omosessuali e di impedire loro l'ingresso in Egitto. Lo ha concluso - come spiega il quotidiano locale Al Ahram - un tribunale civile del Cairo, che ha respinto un ricorso presentato contro la decisione del ministero degli Interni di espellere un cittadino libico accusato dalla polizia di essere omosessuale. L'obiettivo è quello di tutelare l'interesse pubblico, i valori religiosi e sociali e di prevenire la diffusione del vizio e dell'immoralità nella società. L'omosessualità, in Egitto, è perseguita ma non in quanto tale: le persone vengono spesso incriminate in base alle leggi che puniscono dissolutezza o corruzione della morale pubblica. Lo scorso dicembre al Cairo 26 uomini sono stati arrestati durante una retata in un bagno turco dopo che la giornalista Mona Iraqi, nel suo programma televisivo "Al Mostakhbal" sulla rete Alqahira wal Nas, dichiarò che si trattava di un luogo di incontri gay: su Facebook li accusò "di diffondere l'Aids in Egitto". Il mese precedente un tribunale del Cairo aveva condannato a 3 anni alcuni giovani che erano stati arrestati su una barca sul Nilo mentre era in corso quello che è stato definito un matrimonio omosessuale.









