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La Repubblica, 9 novembre 2020


Zaky, 28 anni, arrestato a febbraio con l'accusa di propaganda contro lo Stato, non è stato portato in aula. Il giovane, 28 anni, è in carcere da otto mesi: le accuse contro di lui non sono mai state discusse ma secondo la legge egiziana l'arresto preventivo può essere prolungato fino a due anni. Al termine del quale, spesso, gli imputati vengono tenuti in carcere con una modifica delle accuse: cosa che fa ripartire il calcolo della carcerazione preventiva per altri 2 anni.

Un sistema di "porte scorrevoli" come lo ha definito Human rights watch in un report in cui lo descriveva come il metodo scelto dal governo del presidente Abdel Fatah al Sisi per tenere sotto controllo i dissidenti. Inizialmente detenuto a Mansoura, città di origine della sua famiglia, Patrick è stato spostato al Cairo a marzo: e per mesi, a causa dell'emergenza Covid, non ha potuto incontrare familiari né avvocati. La mamma ha potuto finalmente vederlo soltanto a settembre e lo ha trovato dimagrito e stanco, ma anche determinato a non farsi piegare e desideroso di continuare gli studi in Italia.