di Laura Cappon
Il Domani, 17 giugno 2021
Ieri il ricercatore ha compiuto 30 anni in una cella egiziana. Esponenti di tanti partiti spendono buone parole per lui ma l'iter per la concessione della cittadinanza italiana è fermo. Per ora vince la linea del basso profilo voluta dalla Farnesina.
Patrick Zaki ha compiuto 30 anni e la politica è tornata attenta al ricercatore iscritto a un master dell'università di Bologna e rinchiuso in un carcere egiziano dal 7 febbraio del 2020. Ma l'iter per la concessione della cittadinanza italiana a Zaki non decolla. Filippo Sensi, deputato del Pd, ha chiesto ieri alla Camera la calendarizzazione della mozione per dare la cittadinanza per meriti speciali a Zaki. "C'è una rivendicata strategia del silenzio", ha detto chiedendo al governo di agire perché "non c'è più tempo". Una mozione identica era stata approvata all'interno di un ordine del giorno al Senato lo scorso 14 aprile. Sarebbe dovuto seguire un iter con la presentazione della richiesta di cittadinanza da parte del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro degli Esteri, al Consiglio dei ministri. Una procedura che si sarebbe conclusa con la concessione della cittadinanza. Ma nulla di tutto questo è accaduto. Durante il dibattito al Senato, sulla cittadinanza a Zaki la viceministra agli Affari esteri Marina Sereni ha detto che c'erano alcune circostanze da verificare e potevano sussistere "possibili effetti negativi sul suo rilascio". Due giorni dopo anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ha gelato ogni entusiasmo: "Quella su Patrick Zaki è un'iniziativa parlamentare in cui il governo non è coinvolto al momento". Un'affermazione poi stemperata dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova il 19 aprile: la Farnesina "comincerà oggi a verificare le condizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki". Sono passati quasi due mesi da quella girandola di dichiarazioni e, per ora, l'iter non registra alcuna accelerazione, anzi: è al palo. Non risulta che nessuna richiesta sia stata presentata al Consiglio dei ministri, cosa che invece è accaduta per Zakia Seddiki, la vedova dell'ambasciatore Luca Attanasio, ucciso in Congo. Per lei, di origine marocchina, il Cdm ha deliberato di attivare la procedura un mese dopo l'uccisione del marito.
Ma rilasciare la cittadinanza a un prigioniero di coscienza egiziano ha ben altro valore. L'Egitto è un partner strategico dell'Italia e le partite su Fincantieri, Leonardo ed Eni sono pilastri non solo economici ma della nostra politica estera. Impossibile una linea dura, confermano le parole di Di Maio a maggio: "Per Zaki è meglio il silenzio".
La politica degli "zitti e buoni": tenere basso il profilo per raggiungere l'obiettivo. Una posizione che ora la Farnesina rivendica dopo la scarcerazione di Marco Zennaro, l'imprenditore arrestato in Sudan, e l'archiviazione da parte della Corte suprema indiana per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Secondo fonti vicine alla maggioranza, sul caso Zaki la Farnesina sarebbe divisa: la linea attendista si scontra con un'altra più propensa ad agire, soprattutto dopo l'ultima udienza al Cairo che, il 2 giugno, ha prolungato di altri 45 giorni la custodia cautelare.
A quella seduta, per la seconda volta, le autorità egiziane non hanno ammesso il rappresentante dell'ambasciata italiana in Egitto. La nostra diplomazia cerca metodi più soft anche se, in futuro, non si sa quale delle due strategie prevarrà: non sono da escludere iniziative come la convocazione dell'ambasciatore egiziano in Italia. A chiedere risposte sono anche i parlamentari del M5s. La seconda mozione approvata al Senato il 14 giugno chiedeva la promozione dell'applicazione della Convezione delle Nazioni unite contro la tortura. Prima firmataria è Michela Montevecchi; già il mese scorso aveva chiesto che la commissione verificasse l'operato del governo. Ma anche sull'applicazione della Convenzione Onu non risulta che l'esecutivo si sia espresso. Montevecchi ha presentato ieri due interrogazioni a Draghi e Di Maio: chiede quali azioni intendano intraprendere.











