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di Marta Serafini


Corriere della Sera, 30 maggio 2021

 

Martedì l'udienza per il rinnovo della custodia cautelare. L'appello di Celentano: caro Draghi, fai qualcosa. Una lettera per Liliana Segre. Per ringraziarla di quell'impegno mostrato in Parlamento durante il voto per chiedere il riconoscimento della cittadinanza. Ma anche per esprimere gratitudine per l'amore e sostegno espresso. Scrive dal carcere Patrick Zaki mentre si avvicina l'ennesima - e questa volta ancora più crudelmente ritardata - udienza per il rinnovo della sua custodia cautelare che dura ormai da 478 giorni. Ma si ripromette di consegnare quella lettera di persona, quando potrà incontrare la senatrice da uomo libero, in Italia.

La notizia arriva dopo una visita in carcere della madre e della fidanzata, un incontro durante il quale lo studente dell'Università di Bologna ha regalato alle due donne dei succhi di frutta per combattere il caldo. Poi, in dono anche una piccola chiesa intagliata nel sapone per la mamma e il nome inciso per la fidanzata. Minuscoli ma preziosi segni di speranza che commuovono e che ricordano quanto crudele e feroce sia la sua detenzione. E se, come raccontano gli attivisti e i sostenitori via Facebook, "Patrick appare positivo e pensa che tornerà ai suoi studi presto mentre manda il suo amore, la sua gratitudine e il suo apprezzamento ad amici, insegnanti e alla sua università per il loro continuo sostegno", nessun interesse invece pare dimostrare per l'udienza di martedì. "Patrick ha detto di aver capito che le sessioni di udienza non contano e non lo faranno uscire", spiegano gli attivisti. Difficile infatti sperare che Zaki possa festeggiare il suo trentesimo compleanno a casa, il 16 giugno.

"Quanti altri giorni di festa, quanti altri giorni di studio, quanti altri giorni di vita devono essere rubati a Patrick? Non indietreggeremo di un passo, come non l'ha fatto Amnesty International-Italia ieri in occasione del suo sessantesimo compleanno e continueremo a far pressione ad ogni livello. Patrick libero", ha commentato su Facebook il deputato di LeU Erasmo Palazzotto.

Un messaggio è arrivato anche da parte di Adriano Celentano che si è rivolto direttamente al premier Mario Draghi per sollecitare l'impegno del governo. "Caro Mario, è questa la sfida più importante della tua vita. Qualcuno mi sa dire per quale motivo dovremmo lasciar morire lo Studente Zaki pur di non pregiudicare i buoni affari tra Roma e il Cairo?", scrive il cantautore in una lettera pubblicata sui social. Un altro appello della società civile, che Celentano conclude così: "No ragazzi. È meglio soffrire un po' la fame ma poterci guardare negli occhi. Perché così nascono le idee per salvare il mondo. E io sono certo che anche il "Drago" è d'accordo".