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Il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2020

 

Il Cairo affibbia altri 45 giorni di detenzione a Patrick Zaki, il ragazzo egiziano che studia a Bologna, in prigione da 8 mesi. L'ennesima presa in giro di al Sisi. Resterà in carcere altri 45 giorni Patrick Zaki. A decidere di prolungare ancora la custodia cautelare dello studente egiziano dell'Università di Bologna fermato al Cairo a febbraio è stata una "Corte d'Assise riunitasi presso la Facoltà di sottufficiali a Tora", secondo quanto riferito dal suo avvocato, Hoda Nasrallah. Zaki, accusato di propaganda sovversiva su Facebook e istigazione alla violenza, è in attesa di una decisione che viene continuamente rimandata.

L'ultima volta era il 27 settembre, due settimane fa, quando il legale del giovane aveva riferito che il Tribunale del Cairo aveva ulteriormente posticipato la sentenza. "Occorre veramente un impegno serio da parte del governo italiano, che riesca a far uscire Patrick da questo incubo, perché è inimmaginabile che possa andare avanti a oltranza questo meccanismo di rinvio della scarcerazione per chissà quali presunti supplementi di indagine, basati sul nulla", è l'appello all'esecutivo di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. "Non possono rimanere solo Amnesty, gli studenti, gli amici di Patrick, l'Università di Bologna e gli enti locali a portare avanti questa campagna", ha detto Noury per cui l'ennesima mancata scarcerazione "è una notizia pessima".

Per Amnesty a questo punto "la cosa urgente è, con le piazze di Milano, Roma e Torino, di far sapere a Patrick che non è solo e che c'è una solidarietà fortissima intorno a lui". Il timore, infatti, è per lo stato non solo fisico, ma anche mentale del giovane studente egiziano recluso da più di sette mesi.

La famiglia, che ha potuto incontrarlo solo a fine agosto, l'ha trovato dimagrito e molto preoccupato. Al ragazzo non sarebbero mai state consegnate neanche le lettere della famiglia, mentre di quelle scritte da lui alla madre ne sarebbero arrivate solo due. "Il governo chieda il rispetto dei diritti umani come condizione delle relazioni bilaterali con l'Egitto", ha esortato il sindaco di Bologna, Virginio Merola. "Non rassegniamoci".