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ansa.it, 28 aprile 2026

Una nuova legge elimina la possibilità di scarcerazione anticipata per reati gravi commessi da minori, suscitando forti preoccupazioni sui diritti umani e la riabilitazione. È entrato in vigore il 26 aprile 2026 in El Salvador un controverso pacchetto di riforme penali promosso dal presidente Nayib Bukele che prevede l’ergastolo per i minorenni. Il testo introduce la condanna alla pena perpetua per i reati di omicidio - compreso il femminicidio - stupro e appartenenza a bande criminali, considerate gruppi terroristici, negando il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata. Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch (Hrw) denunciano tuttavia che tali misure sono incompatibili con gli standard costituzionali internazionali.

Sulla stessa linea l’ong Hrw afferma che la riforma penale “contraddice gli standard internazionali, poiché le pene per i minori dovrebbero essere sostanzialmente più brevi e offrire reali opportunità di riabilitazione”. Il governo di Bukele è oggetto di numerose denunce per l’impatto delle dure politiche contro la criminalità introdotte fin dal 2022 insieme allo stato di eccezione costituzionale, misura in vigore ancora oggi grazie a 49 proroghe consecutive. Secondo dati ufficiali citati dalla Cidh più di 91.500 persone sono state arrestate dall’inizio dell’emergenza, mentre Ong per i diritti umani denunciano almeno 500 decessi nelle prigioni nello stesso periodo.