di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 10 ottobre 2019
Le correnti sono morte, lunga vita alle correnti! Soprattutto a una: Magistratura Indipendente. Esecrata e falcidiata (3 consiglieri dimissionari su 5) per lo scandalo del mercato delle nomine, resiste a una campagna in trincea ed elegge alle suppletive del Csm Antonio D'Amato, procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, con 1.460 voti. L'altro seggio va a Nino Di Matteo.
Partiva favorito e centra l'elezione, ma manca l'exploit: 1.184 voti (in linea con quelli della sua corrente, Autonomia e Indipendenza, nel 2018). Sfumato il sogno di ripetere il plebiscito di Davigo, peraltro mai citato al contrario di Sebastiano Ardita. Malumori tra i suoi per il proclama sui "metodi" dei magistrati "vicini a quelli mafiosi" e per una campagna puntata sulla notorietà, rifuggendo il contatto diretto sui territori.
Tutto il contrario di D'Amato, che ha battuto l'Italia a palmo a palmo, ha ricompattato la sua corrente al grido "né con Cosimo Ferri né contro Cosimo Ferri", si è proclamato difensore delle toghe "senza volto" lontane dai riflettori mediatici, ha giocato la carta dell'orgoglio della magistratura moderata contro due avversari: sinistra moralizzatrice ed estremismo giustizialista. Astensionismo alto: 26% nonostante la pluralità di candidature (16 per due posti, l'anno scorso correvano in 4 per altrettanti posti) e l'apertura agli indipendenti, decisa dall'Associazione nazionale magistrati come penitenza dopo lo scandalo di giugno e in realtà solo parzialmente rispettata.
Non a caso hanno vinto le due correnti (Magistratura Indipendente e Autonomia e Indipendenza, che fino a 5 anni fa erano tutt'uno) capaci di esprimere, sia pure indirettamente, un solo candidato. La progressista Area, con 5 candidati l'un contro l'altro armati, ha disperso gli oltre 1800 voti e la certezza di un seggio. Moralità somma o tattica suicida, il dibattito è aperto e si annuncia battaglia all'assemblea del weekend.
La centrista Unicost, in crisi di identità dopo il caso Palamara, con due candidati crolla dal 25% al 14%. Da cuore a margine del sistema. Nel Csm ora è Autonomia e Indipendenza la prima corrente con 5 seggi: se regge il patto con Area (4) possono governare nomine e strategie. Anche perché tra due mesi si rivota per un altro seggio vacante. Il sistema maggioritario impone alleanze. Unicost a rischio diaspora, Magistratura Indipendente fa da calamita. Si delinea un bipolarismo giudiziario, come in Parlamento.










