sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giuseppe Ariola

L’Identità, 22 giugno 2025

Il sovraffollamento delle carceri italiane è ormai una costante che ha cessato di fare notizia. Con oltre 62 mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 51 mila posti, il sistema penitenziario continua a operare in condizioni estreme. Le celle sono stipate, il personale è sotto organico e addirittura l’assistenza sanitaria non è sempre assicurata. In questo contesto, l’impennata dei suicidi - oltre trenta solo dall’inizio dell’anno - è l’indicatore più tragico di un sistema arrivato al limite.

È in questo scenario che prende quota la proposta del deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, con l’obiettivo di alleggerire da subito la pressione carceraria. L’iniziativa prevede l’estensione del meccanismo della liberazione anticipata, già previsto dall’ordinamento penitenziario, innalzando da 45 a 6o i giorni di detrazione per ogni semestre di pena scontata. Non solo: per i primi due anni dall’entrata in vigore, la detrazione salirebbe a 75 giorni. Il tutto sarebbe applicabile anche in via retroattiva, a partire dal 2016, ma solo peri detenuti in regola con la condotta. Secondo le stime, un simile intervento potrebbe far uscire migliaia di persone entro pochi mesi, alleggerendo le strutture senza compromettere la sicurezza pubblica. L’emergenza sovraffollamento è talmente grave che sulla proposta è arrivata, un po’ a sorpresa, un’apertura da Ignazio La Russa.

Il presidente del Senato ha ammesso che “è necessario un intervento temporaneo”, chiarendo che una norma emergenziale può essere condivisibile. “Chi commette un reato deve scontare la pena, ma in condizioni umane e dignitose”, ha dichiarato La Russa, aggiungendo: “Questo non è un condono mascherato, è un atto di responsabilità per spezzare la spirale del sovraffollamento e della recidiva”. Un’apertura che ha spiazzato anche parte della sua stessa area politica e che potrebbe rappresentare un primo varco verso una soluzione condivisa. In un contesto in cui i problemi carcerari vengono spesso affrontati solo quando esplodono sotto forma di emergenza, con una continua violazione dei diritti dei detenuti, la politica ha oggi l’obbligo morale e istituzionale di intervenire.

Non basta immaginare la costruzione di nuove strutture - soluzione che richiederebbe, oltretutto, tempi lunghi - servono scelte immediate, concrete e risolutive. Le carceri sovraffollate non sono solo un fallimento dello Stato: sono anche un fattore che alimenta la recidiva, rende inefficace la pena e mina il principio costituzionale della finalità rieducativa. Tornando alla soluzione proposta da Giachetti, il governo, per ora, ha preferito non esporsi, lasciando intendere che le priorità sono altre. Eppure, il Parlamento ha già davanti a sé una proposta concreta ma resta da capire se la maggioranza saprà cogliere l’opportunità di un intervento teso a riconoscere che la pena, per essere giusta, non può essere disumana.

Se Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, la più sensibile e aperturista sulla questione tra le forze di maggioranza, riusciranno a dialogare su questo terreno con Italia Viva e altre forze dell’opposizione, una convergenza è possibile. Il tempo, però, non gioca a favore. Ogni giorno che passa, nuovi numeri si sommano al bilancio del sovraffollamento, delle violenze, delle rinunce. E l’introduzione di nuovi reati e aggravanti di certo non aiuta.