sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Sara Canciani e Andrea Ferrandi

 

Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2020

 

Al fine di contrastare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, il Governo ha introdotto delle misure straordinarie e urgenti anche nell'ambito dell'attività giudiziaria. Al fine di contrastare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, il Governo, prima con il decreto legge 11/20 e poi con il Dl 18/20 (decreto "Cura Italia") ha introdotto delle misure straordinarie e urgenti anche nell'ambito dell'attività giudiziaria.

In particolare sono stati disposti il differimento delle udienze e la sospensione dei termini nei procedimenti giudiziari, con l'obbligo del deposito telematico - negli uffici nei quali è attiva tale funzione - di tutti gli atti e i documenti del processo (obbligo finora valevole per i soli atti endoprocedimentali e non anche per quelli introduttivi). Sempre al fine di garantire il rispetto delle indicazioni fornite dal ministero della Salute, le norme emanate hanno altresì previsto che i capi degli uffici giudiziari possano adottare - come di fatto è avvenuto - misure organizzative volte ad evitare assembramenti all'interno di detti uffici, potendone limitare l'accesso al pubblico e prevedendo lo svolgimento dei processi civili e penali a distanza, mediante collegamenti da remoto, per il periodo contemplato dall'emergenza nonché per i procedimenti eccezionalmente non rinviati, in quanto indifferibili.

Per l'effetto, le udienze civili che non richiedano la presenza di soggetti diversi dai difensori, e loro assistiti, potranno svolgersi - nel rispetto del diritto al contraddittorio e all'effettiva partecipazione delle parti - mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Del pari, le udienze penali si svolgeranno, ove possibile, utilizzando gli strumenti di videoconferenza già a disposizione degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari o, anche in questo caso, con collegamenti da remoto individuati e regolati, come sopra, con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati (si è in attesa di conoscere se il provvedimento dello scorso 10 marzo, nel quale venivano individuati nei programmi già a disposizione dell'Amministrazione - in particolare "Skype for business" e "Teams" - i collegamenti da remoto utili ai fini dello svolgimento delle udienze, verrà confermato nei contenuti, anche ad esito della sostanziale abrogazione del Dl 11/20 a opera del più recente decreto Cura Italia).

Tali innovazioni, tuttavia, impongono una riflessione più generale. L'adozione di tali misure, se da un lato ha accelerato il ricorso alla tecnologia in campo processuale, dall'altro lato altro non ha fatto che anticipare meccanismi di progressiva dematerializzazione del processo già in atto, frutto del graduale passaggio dalla più tradizionale visione dell'amministrazione della giustizia - fatta di aule, corridoi, pile di fascicoli e lunghe attese - alla più flessibile giustizia offerta dal cosiddetto processo telematico, già ampiamente diffuso.

I vantaggi di una macchina giudiziaria fortemente digitalizzata sono di facile intuizione: maggiore efficienza gestionale delle pratiche, diminuzione dei costi di giustizia, riduzione dei tempi e dei costi per l'avvocatura (si pensi agli spostamenti da un Foro ad un altro, o al ricorso a colleghi domiciliatari), e maggiore accessibilità - alla professione ma anche al processo vero e proprio - per i soggetti impossibilitati alle trasferte, per ragioni di salute o di sicurezza.

Non mancano, però, anche i "contro", tanto in termini di investimenti - sul personale amministrativo e su nuovi strumenti informatici - quanto in termini di rischi connessi a tutto ciò che è "digitale", e che riguardano, nel caso specifico, la necessità di aggiornare costantemente protocolli e tecnologie in modo da verificare l'identità e la libera volontà dei partecipanti e garantire un livello elevato di riservatezza nelle trasmissioni.

Alcuni uffici hanno già avviato la sperimentazione di fasi processuali gestite in modalità telematica, e l'andamento dei prossimi mesi sarà sicuramente determinante al fine di valutare l'opportunità di mantenere, anche ad emergenza superata, le procedure da remoto, così inaugurando un rinnovato dialogo, fra gli operatori del diritto, finalizzato all'adeguamento della giustizia ordinaria - come già avviene nell'ambito delle procedure extra giudiziali di risoluzione alternativa delle controversie - alle esigenze di flessibilità e innovazione, anche culturale, che sempre più caratterizzano la nostra epoca.