di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 17 giugno 2024
Ogni quattro giorni un detenuto si toglie la vita in cella. Un fenomeno allarmante sul quale però mancano risposte ed efficaci misure di prevenzione. Due detenuti uccisisi in carcere sabato, quattro in due giorni, nove negli ultimi dieci giorni, 44 suicidi dall’inizio dell’anno, in media uno ogni quattro giorni. Eppure ormai nemmeno conquistano una “breve”, fossero il collaboratore di giustizia a Ferrara, il detenuto guardato a vista per problemi psicologici a Sassari, l’uxoricida a Teramo in attesa di misura alternativa per malattia, il ribelle trasferito ad Ariano Irpino per le sue intemperanze altrove, il romeno invece detenuto modello a Biella.
La già problematica media nazionale di sovraffollamento (129% per i 60.547 detenuti in teorici 51.241 posti) è superiore per 39.000 detenuti in 103 carceri, 20.000 stanno in 60 istituti addirittura oltre il 150%, e ben 8.000 in 19 istituti persino oltre il 180%: senza contare che, al netto di inagibilità e ristrutturazioni, i posti “veri” sono peraltro non 51.241 ma 46.941 per 60.547 detenuti in carne, ossa e problemi psichiatrici, dipendenze da droghe e alcol, lingue di altri mondi, disagi sociali cronicizzati nell’irregolarità.
Persone che per lo più, riassumeva giorni fa il direttore di San Vittore, “qui non finirebbero se “prima” fossero agganciati dai servizi territoriali, e che invece qui finiscono solo perché il carcere è l’ultimo, e unico, posto che non può appendere fuori il cartello “non li prendiamo”.
L’altro giorno il titolare di un immobile Ministero della Giustizia, esultante per il via libera europeo (a suo avviso) all’abolizione del reato di abuso d’ufficio, ha sorvolato sul fatto che intanto il Consiglio d’Europa avesse chiesto all’Italia di intervenire “urgentemente” sulla “allarmante” tendenza negativa dei suicidi in carcere proseguita dal 2016 all’inizio del 2024. E non invertita né dopo gli appelli del Papa (“Il sovraffollamento delle carceri è un muro, non è umano!”), né dopo il monito del Presidente della Repubblica lo scorso 18 marzo (“Sui suicidi e sul sovraffollamento servono interventi urgenti e immediati”). Si vede che l’Europa, come papa Francesco e Mattarella, va bene solo quando fa comodo.









