Ansa, 13 febbraio 2015
Sono 170, in Emilia-Romagna, i soggetti "no profit" che, quotidianamente, operano al recupero di persone detenute o ex detenute: nel dettaglio 60 associazioni, 80 cooperative sociali e 30 parrocchie. È quanto emerge - si legge in una nota - dal censimento su "Terzo settore e carceri" presentato dall'Ufficio del Garante regionale delle persone private della libertà personale.
Lo studio, promosso in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Bologna, ha analizzato le attività realizzate da questi soggetti, le risorse messe in campo da volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, cercando di valutare i risultati finora raggiunti.
Nel dettaglio, le 170 realtà censite (cui si aggiungono le aziende che effettuano inserimenti lavorativi di persone provenienti dal circuito penale) sono state raggruppate a seconda della provincia in cui operano: "di ognuna - si legge ancora nella nota - è stata data descrizione, spesso ricorrendo alle fonti reperite online che costituiscono una miniera preziosa di informazioni e in molti casi restituiscono il senso dello stile perseguito nelle attività realizzate".
Dalla ricerca presentata dall'Ufficio del Garante dei detenuti, infine, "emerge la convinzione che un maggiore ricorso alle misure alternative, sostenute da azioni e da reti adeguate, possa garantire un più elevato grado di successo statistico. E che - chiosa la nota - fino a quando l'accesso a tali misure sarà consentito solo a una "clientela selezionata", i dati relativi alla loro efficacia risulteranno inevitabilmente falsati".









