Corriere di Bologna, 18 giugno 2025
Avere un maggior numero di “psicologi in carcere” per cercare di garantire “una vera riabilitazione”. È l’appello lanciato dal garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri nel corso di un convegno ospitato nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna e intitolato “Psicologia penitenziaria: sfide, integrazione e innovazione” cui hanno preso parte, tra gli altri, anche Massimo Fabi, assessore regionale alla Sanità, e Luana Valletta, presidente dell’Ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna.
“Possiamo considerare lo psicologo come un portatore di benessere in carcere, centrale nel percorso di riabilitazione del detenuto durante la pena - osserva il garante in una nota -: nonostante il forte bisogno, emerge però una carenza di queste figure nelle strutture penitenziare, in Emilia Romagna abbiamo solo uno psicologo assunto dal ministero, a Parma”.
Anche a seguito del sovraffollamento carcerario, spiega Cavalieri, “nel 2024 in Emilia-Romagna tra i detenuti sono stati registrati 1.500 atti di autolesionismo, 198 tentati suicidio e 9 suicidi portati a termine, 21 invece i decessi in carcere per altri motivi”. Quindi, prosegue, “serve aumentare il supporto in carcere di queste figure: i dati ci dicono che ogni detenuto che necessita di supporto psicologico viene ascoltato per una media di soli quindici muniti al mese, sollecito quindi l’Assemblea legislativa regionale ad intervenire”. Nel 2024, il 28,6% dei detenuti in regione è stato affetto da disturbi psichici e comportamentali. Tra chi presenta patologie croniche (il 39,4% sul totale della popolazione) il 57,6% è soggetto a problemi di salute mentale al cui tema si collega quello delle dipendenze, che riguarda il 19,9% dei detenuti.











