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Corriere della Romagna, 20 febbraio 2025

Nelle carceri dell’Emilia-Romagna “il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti, e come Regione ci stiamo inventando uno strumento che ci permetta di farli transitare dal carcere alle comunità di recupero”. A dirlo, parlando con i cronisti a margine di un’iniziativa della Camera penale davanti al Tribunale di Bologna, è l’assessora regionale al Welfare Isabella Conti. In particolare, spiega Conti, “potenziando il Sert”, che ad esempio “ora va alla Dozza soltanto due volte a settimana, e potenziando le relazioni con le comunità di recupero, possiamo individuare dei percorsi che consentano a questi detenuti di transitare dal carcere alle comunità di recupero”. Questo, assicura, “permetterebbe di ridurre il sovraffollamento, di fare interventi dal punto di vista sanitario e di finanziare corsi per i detenuti che consentano loro di avere un lavoro quando usciranno”.

Quando una persona commette un reato, insiste Conti, “entra in carcere e perde la libertà, ma non deve perdere la dignità e non si deve abdicare al ruolo rieducativo della pena”, mentre “troppe volte abbiamo sentito, da destra, questa politica violenta e cinica del ‘buttiamo via la chiave’: la chiave non si butta, perché quando i detenuti usciranno, o avranno fatto un percorso vero di reinserimento, altrimenti ci troveremo ulteriori problemi in strada e ulteriore disagio”.

Su questo, conclude, “non transigiamo: la Regione sta facendo una battaglia serrata e interverremo, perché possiamo risolvere una buona parte dei problemi che ci sono nelle carceri dell’Emilia-Romagna, a partire dal sovraffollamento”.