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di Massimo Pandolfi

Il Resto del Carlino, 8 ottobre 2026

In Emilia Romagna, ogni 33 ore un detenuto cerca di uccidersi. Succede un giorno sì e l’altro pure o quasi. I detenuti rinchiusi in regione sono oltre 4mila e pensate che, per vivere dietro le sbarre con un minimo di dignità, la capienza massima negli undici penitenziari regionali non dovrebbe superare le 3mila unità. Questo dato è emerso dopo che Salim El Koudri, l’attentatore di Modena, ha cercato di farla finita, ma non c’è riuscito; c’era riuscito invece, qualche giorno prima, Mena Istafanous, 26 anni, suo emulo in un distributore di carburanti a Reggio Emilia.

Di fronte a casi come questi ci siamo posti mille interrogativi: il regime carcerario di questi due ragazzi, la vigilanza, il loro stato mentale, l’eventuale spirale terroristica. Ma torniamo a quel numero di partenza: 33. Ogni 33 ore un detenuto cerca di uccidersi in Emilia-Romagna. Scusate l’insistenza, ma questa escalation deve continuare a stupirci, anzi non deve finire mai di stupirci. Non è un dettaglio, è il pilastro.

Se vogliamo vivere in un mondo civile e ritenerci noi stessi persone civili, non è accettabile che tutto ciò passi in secondo piano. È vero, in carcere, salvo errori giudiziari, c’è gente che ha commesso errori (anzi, reati), in alcuni casi molto gravi, ed è giusto che paghi. Ma è anche ingiusto che questi detenuti debbano essere tentati un giorno sì e l’altro pure di togliersi la vita. Per il rimorso, a volte, per mille altri motivi, certo, ma anche per le condizioni di vita che ci sono là dentro. Inaccettabili, a volte. Il carcere non è, non deve essere, un hotel a 5 stelle.

Ma neanche un luogo dove si consumi una vendetta indiretta per ciò che il detenuto ha commesso fuori da quelle quattro mura: ecco il retropensiero, il non detto, che spesso regna dietro queste situazioni. Invece dobbiamo anche fare di tutto affinché questa persona, lì dentro, possa redimersi, cambiare, uscire un giorno e iniziare una vera, nuova vita. Onesta. Da persona perbene. Ecco, trasformare un delinquente in una persona perbene è, sarebbe, la più grande vittoria della società, della politica, della giustizia, anche di ognuno di noi. A volte succede, tante altre no. Sarebbe splendido se succedesse spesso. Quando invece capita, ogni 33 ore ahinoi, che un detenuto vuole buttarsi definitivamente via, stupiamoci, arrabbiamoci, scuotiamoci. Non è, non può essere normale.