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di Andreina Baccaro

Corriere di Bologna, 5 aprile 2025

“Il carcere come opportunità” per le aziende di trovare manodopera qualificata difficile da reperire, per i detenuti come occasione di riscatto sociale. Il provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche Silvio Di Gregorio spiega così il protocollo d’intesa firmato tra Prap Emilia-Romagna e Marche, Ance Emilia-Romagna, la principale associazione di categoria che rappresenta i costruttori edili, il consorzio Formedil Emilia-Romagna, che coordina a livello regionale le attività delle scuole edili territoriali e l’associazione del Terzo Settore Seconda chance, impegnata a procurare opportunità di formazione e di lavoro a detenuti, affidati ed ex detenuti nell’ambito di un accordo con il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Lo scopo del protocollo è favorire percorsi di reintegrazione sociale e professionale per le persone detenute negli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, in particolare quelle in semilibertà o a fine pena, formandole e poi impiegandole nei cantieri edili. Avverrà attraverso il loro inserimento lavorativo nei cantieri delle imprese edili associate ad Ance Emilia-Romagna, dopo una formazione. Grazie all’intesa, le ditte edili della regione riceveranno dall’associazione Seconda chance il supporto necessario per l’organizzazione e lo svolgimento dei colloqui di lavoro nelle carceri. E anche dopo l’avvio del rapporto tra azienda e detenuto rappresenteranno per l’imprenditore un anello di collegamento con l’amministrazione penitenziaria. “Si cercherà di mettere in connessione - prosegue Di Gregorio - la domanda di manodopera del mercato edile con il bisogno di creare occupazione per i detenuti, in una fascia di mercato che di solito non è appetibile per la cittadinanza comune, perché c’è una grande domanda di manovali e carpentieri, ad esempio”. Al contrario dei corsi professionalizzanti che di solito si svolgono negli istituti di pena senza interpellare il mercato, in questo caso invece si chiederà prima alle aziende di quali qualifiche professionali hanno bisogno, per poi formare le risorse umane in basi ai criteri e le competenze di cui le imprese hanno bisogno. Il protocollo firmato in Emilia-Romagna con Ance non è il primo: ce ne sono stati altri in Lombardia con la scuola di Ance, che ha permesso di codificare delle buone prassi. Dopo quel progetto pilota, adesso il modello viene esportato in Emilia-Romagna.

Il provveditorato regionale, con sede a Bologna, è l’organo periferico del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che coordinala gestione dei 16 istituti penitenziari presenti nel distretto, 10 in Emilia-Romagna e 5 nelle Marche. Le ditte edili della regione riceveranno dall’associazione Seconda chance tutto il supporto necessario per l’organizzazione e lo svolgimento dei colloqui di lavoro nelle carceri. “Non si tratta di manodopera per spirito di carità - sottolinea il provveditore - ma il lavoro sarà pagato a condizioni di mercato e con la garanzia del rispetto dei contratti, dei diritti e delle norme sulla sicurezza, visto che in Formedil sono presenti anche le organizzazioni sindacali. È un progetto che produce valore sociale e una riduzione evidente del rischio di recidiva. Le persone avranno la possibilità di diventare contribuenti attivi della società, che lavorano e pagano le tasse”.