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redattoresociale.it, 11 maggio 2021


Il Garante dell'Emilia-Romagna ascoltato in commissione: "Dare attuazione al principio di territorialità nell'esecuzione della pena. Quanto alle madri con figli in carcere, attendiamo le risorse promesse per potenziare il sistema delle case famiglia".

Il 2020 è stato l'anno dell'emergenza, con il Covid-19 il tema del sovraffollamento è diventato ancora più complesso. Il problema del distanziamento, così come quello delle protezioni individuali, sono diventati centrali. Lo scorso anno anche le attività rieducative sono state ridotte al minimo. "In questa situazione l'articolo 27 della Costituzione in qualche modo è stato sospeso. Abbiamo raccolto le preoccupazioni delle persone in carcere, che lamentano una segregazione amplificata: per la pena che devono scontare, ma anche per l'emergenza sanitaria"

Intervenendo in Commissione per la parità e per i diritti delle persone, il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale Marcello Marighelli ha tracciato un bilancio delle condizioni nelle carceri dell'Emilia-Romagna. "Superato questo momento - ha spiegato - si dovranno affrontare con decisione i problemi della detenzione negli 11 istituti dell'Emilia-Romagna, dando prima di tutto attuazione al principio di territorialità nell'esecuzione della pena, per ridurre sensibilmente il numero delle persone recluse, per rendere il carcere più sicuro e vivibile e per garantire un effettivo sostegno alla realizzazione delle misure alternative alla detenzione".

Nel 2020 i casi di Covid tra la popolazione detenuta sono stati circa 150, due terzi dei quali si sono verificati a Bologna. Persistono problemi legati ai numeri della popolazione detenuta: nei primi due mesi del 2021 i dati descrivono una significativa ripresa delle presenze. Il 28 febbraio 2021 in Italia i detenuti erano 53.697, con un aumento di 333 unità rispetto ai 53.364 del 31 dicembre 2020. "Nella nostra regione, alla stessa data, i detenuti erano 3.270, con un aumento di 131 unità rispetto ai 3.139 del 31 dicembre 2020 - a fine 2019 erano però 3.834".

Le detenute donne in Italia nel febbraio 2021 erano 2.252, con una diminuzione di 3 unità rispetto alle 2.255 del dicembre 2020, "ma nella nostra regione, in controtendenza, le donne recluse sono passate, nello stesso arco di tempo, da 133 a 146, 13 in più". Un passaggio anche sulla situazione delle mamme con figli nelle carceri: "Anche questo è un tema da affrontare, la situazione è inaccettabile. Nel 2020 sono stati 11 i casi in regione. Auspichiamo, come promesso, che vengano indirizzate risorse per potenziare il sistema delle case famiglia protette rivolte a questa categoria di persone".

Con l'emergenza sanitaria è stata avviata anche un'attività di monitoraggio, condotta attraverso la corrispondenza. Tra gli ambiti indagati, l'ambito penale, che riguarda le carceri e i luoghi di esecuzione penale esterna; l'ambito forze di polizia, che riguarda le camere di sicurezza gestite dalle forze dell'ordine; l'ambito migranti, che riguarda i centri di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale; l'ambito salute che riguarda i servizi psichiatrici di diagnosi e cura per quanto attiene agli accertamenti e ai trattamenti sanitari obbligatori ospedalieri. "Rileviamo con soddisfazione - ha spiegato il garante - la piena collaborazione di tutti gli istituti contattati". Analizzata in commissione anche la situazione sanitaria all'interno delle carceri della regione: "Le azioni collegate al contenimento dei rischi epidemiologici stanno funzionando, anche la campagna vaccinale è arrivata a buon punto. È già terminata - almeno per la prima dose - a Piacenza e Ferrara ed è in fase di completamento nelle altre province - anche a Reggio Emilia dove si contano ancora 62 positivi".