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di Claudia Fortini

Il Resto del Carlino, 16 luglio 2022

I rappresentanti delle Camere penali e della Regione ne hanno incontrati quindici: “Spesso non conoscono le misure alternative al carcere”.

Oltre le sbarre per illustrare ai detenuti i diritti reali, consegnando loro il vademecum del “Codice Ristretto” e per confrontarsi con i vertici della casa circondariale di Ferrara. Ieri mattina, i rappresentanti delle Camere penali Antonio Vesce, Ettore Grenci, Stefania Pettinacci e Filippo Barbagiovanni Gasparo, insieme a Marcella Zappaterra come rappresentante della Regione, hanno incontrato la direttrice Maria Nicoletta Toscani, la comandante della polizia penitenziaria Annalisa Gadaleta e l’educatrice. Da qui poi, l’incontro con 15 detenuti, ai quali hanno spiegato la guida e il suo utilizzo. “Abbiamo illustrato l’intento dello opuscolo - spiega Filippo Barbagiovanni, responsabile dell’osservatorio della Camera penale di Ferrara. Si tratta di una sintesi di facile utilizzo e comprensione degli istituti di diritto penitenziario”. “È una guida ragionata e sintetica - ha aggiunto la Zappaterra - per aiutare i detenuti ad orientarsi nell’ordinamento della disciplina penitenziaria, una guida per comprendere quando e come possono ottenere misure alternative al carcere”.

“Purtroppo spesso i detenuti spinti dall’ ansia, o da un compagno di detenzione che crede di saperne più di loro - racconta Barbagiovanni - fanno istanze personali, senza l’avvocato che tra l’altro vedono pochissimo, che dopo essere state valutate da una commissione, vengono dichiarate inammissibili. Questo vademecum, vuole evitare che vengano presentate istanze senza speranze. Abbiamo mostrato e discusso con una 15 di detenuti, che hanno apprezzato la guida”. La direttrice Toscani e la comandante Gadaleta hanno illustrato alla delegazione quali iniziative fa il carcere di Ferrara nell’ambito dell’inserimento sociale dei detenuti. “Con la distribuzione di questo vademecum sui diritti - ha sottolineato Vesce - vogliamo tendere la mano ai tanti detenuti che non hanno gli strumenti e i mezzi per informarsi su quelle che sono le misure alternative al carcere, rinunciando conseguentemente a un diritto. Abbiamo aggiunto un glossario che racchiuda tutte quelle che sono le possibilità che un detenuto ha rispetto al carcere, a partire dalle cosiddette misure alternative, ma anche rispetto alle differenti tipologie di permessi e al lavoro esterno, con una parte dedicata a chi ha problemi collegati alle dipendenze”. Il sovraffollamento anche a Ferrara resta una problematica che hanno sottolineato “Dovrebbe essere affrontato con attenzione”. Sono 337 i detenuti su una capienza di 244. “La difficoltà è anche il reinserimento sociale - ha aggiunto la Zappaterra -, la maggior parte dei detenuti che sconta la pena nel carcere di Ferrara viene da altri territori”. L’iniziativa si è tenuta contemporaneamente in 10 carceri dell’Emilia Romagna.