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di Chiara Capezzuoli

 

Il Tirreno, 7 febbraio 2015

 

Si chiama "Fuori area" il progetto promosso da Multicons e Asev al fine di reinserire i detenuti delle carceri in un contesto sociale lavorativo. I detenuti in questione saranno 12 tra uomini e donne che gli assistenti sociali sceglieranno nelle strutture circondariali Valdorme di Empoli e Gozzini di Firenze per consentire a queste persone un reinserimento sociale partendo dalle loro capacità lavorative pregresse.

"Siamo soddisfatti della realizzazione di questo progetto e crediamo possa davvero essere utile al reinserimento nel tessuto sociale e lavorativo di queste persone - commenta il presidente dell'Asev Stefano Mancini - l'Asev fornirà i corsi di formazione per le varie categorie lavorative".

Elettricista, fabbro, facchino, falegname: sono molti i lavori proposti dal consorzio di cooperative Multicons per i detenuti e tutti ovviamente retribuiti. "Area Fuori" è nato da due esigenze ben distinte che si sono unite in quest'unica risposta: da un lato il sovraffollamento delle carceri e dall'altro la necessità da parte delle pubbliche amministrazioni di svolgere la manutenzione ordinaria del proprio territorio a costi ridotti.

Grazie a questo progetto le amministrazioni comunali dell'Empolese Valdelsa potranno usufruire di manodopera a basso costo e rappresentare per questi detenuti e per la popolazione in generale motivo di soddisfazione e rivalutazione sociale. Purtroppo si sentono spesso frasi del tipo "i detenuti vivono a spese nostre e non fanno niente" con questo progetto il detenuto può ritenersi parte integrante della società e aver modo, quando la pena sarà scontata, di poter praticare professionalmente ciò che ha imparato a fare.

"Purtroppo ci sono sempre meno soldi da spendere in ogni amministrazione pubblica - dice il sindaco di Montaione e delegato dell'Unione dei Comuni al Sociale Paolo Pomponi - ma non dobbiamo perdere di vista il valore politiche o sociale delle nostre iniziative. Per tanto tutti i comuni dell'Unione, per quanto possibile, si impegneranno a far parte del progetto di rinserimento sociale dei detenuti".

A seconda del tipo di lavoro assegnatogli ogni detenuto avrà un tutor di riferimento e potrà lavorare da solo o in gruppo svolgendo un normale orario di lavoro dalle 8 alle 18 ed essendo prelevato e riportato al carcere dalla cooperativa sociale. "I lavori che i detenuti svolgono all'interno delle carceri non sono molto qualificanti - sostiene Margherita Michelini direttrice del carcere Gozzini di Firenze - per questo motivo sono molto contenta dell'opportunità che questo progetto dà ai detenuti e spero che ci siano sempre più possibilità di assumere e formare detenuti che abbiano poi sbocchi lavorativi a conclusione della loro pena".

Il progetto "Fuori area" può dunque essere un'ottima soluzione a due problemi che attanagliano l'Italia intera: il sovraffollamento delle carceri che di anno in anno è in continuo aumento e i costi di manutenzione ordinaria dei territori comunali che stanno diventando sempre più onerosi per le pubbliche amministrazioni.