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di William Savoca

La Sicilia, 6 novembre 2026

Il finanziamento per i lavori di manutenzione e adeguamento della Casa circondariale di Enna, per un investimento complessivo di 1 milione e 460 mila euro al centro di una disputa politica. La commissaria provinciale della Lega, Francesca Draià, lo aveva annunciato due giorni fa richiamando un ruolo del ministro Salvini dicendo “è un intervento atteso, che consentirà di affrontare importanti criticità strutturali e funzionali dell’istituto penitenziario, restituendo maggiore sicurezza e condizioni più adeguate a chi vi lavora e a chi vi è detenuto”. Adesso è arrivato l’intervento del presidente provinciale di Gioventù nazionale, Jacopo Gessaro, a fornire una visione diversa.

“Già nel novembre 2023, infatti, il carcere di Enna era stato inserito nel piano nazionale di edilizia penitenziaria, con uno stanziamento di quasi 1,5 milioni di euro nell’ambito del riparto di 166 milioni di euro approvato dal Comitato interministeriale sull’edilizia carceraria” dice Gessaro ricordando “un risultato al quale ha contribuito l’attenzione istituzionale e l’impegno parlamentare della deputata Eliana Longi, che sin dall’inizio ha portato all’attenzione del Governo le necessità del nostro istituto penitenziario, seguendo la vicenda attraverso un costante lavoro di interlocuzione politica e istituzionale”.

Il presidente provinciale di Gioventù Nazionale ha quindi ringraziato “l’allora Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Galeazzo Bignami, e l’allora sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, per il lavoro istituzionale e la collaborazione che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato”. Gessaro evidenzia che gli stessi atti ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “confermano che il successivo provvedimento amministrativo del dicembre 2024 riporta un importo di 1.460.000 euro per il medesimo intervento presso il carcere di Enna”. Ponendo al centro la sicurezza degli agenti della Polizia Penitenziaria e la dignità di tutti gli operatori e il miglioramento delle condizioni della struttura, Gessaro tuttavia sostiene che “quello che non è accettabile è tentare di riscrivere la cronologia dei fatti, facendo passare per un risultato nuovo ciò che era stato già finanziato e programmato da tempo”.