di Valentina Errante
Il Messaggero, 2 febbraio 2020
Per Enrico Costa, il parlamentare di Forza Italia che ha presentato una proposta di legge per cancellare la riforma della prescrizione voluta, ieri è stato un giorno importante: "Le relazioni dei presidenti delle Corti d'Appello e dei procuratori generali di tutti i distretti - commenta - dicono la stessa cosa: abolire la prescrizione non renderà migliore il sistema giustizia, anzi sarà un boomerang e ingolferà le Corti d'Appello".
E aggiunge: "Il messaggio è chiaro e non proviene dai partiti ma da chi ha a che fare con i fascicoli". La questione ora è tutta politica: l'abolizione della prescrizione non piace neppure al Pd e a Italia Viva ma, per non alterare il fragile equilibrio della maggioranza, la proposta Costa è stata rispedita in commissione. Il deputato di Forza Italia suggerisce al Pd di approfittare del momento di debolezza dei Cinque Stelle dopo il risultato in Emilia. Ma se non avverrà è pronto a dare battaglia: "Siamo pronti a chiedere il voto segreto, così le contraddizioni interne alle forze di governo emergeranno con chiarezza".
La sua proposta è stata rispedita in commissione, cosa succederà adesso?
"C'è un chiaro problema interno alla maggioranza e in particolare al Pd che, dall'opposizione, all'epoca del governo Lega-Cinque Stelle, aveva votato contro. Ora è in difficoltà. Io non sono un sabotatore dell'alleanza rosso-gialla, come qualcuno ha insinuato, la mia proposta è stata presentata il primo agosto. Il tentativo di evitare il confronto e boicottare è piuttosto del Movimento 5Stelle. L'ultimo gioco di prestigio me l'ha fatto la presidente della commissione (la grillina Francesca Businarolo ndr): ha nominato relatore della nostra proposta di legge Mario Perantoni, anche lui M5S, che si era schierato in aula a difesa della riforma Bonafede. Puoi nominare relatore uno che si è già espresso contro il provvedimento? È un chiaro sabotaggio. Attendo, ma se mi fanno lo sgambetto ci sono gli strumenti per arrivare al voto segreto e questo credo non convenga proprio ai pentastellati".
Ritiene che con il voto segreto la proposta sarebbe approvata?
"Non possiamo saperlo, ma penso che tre quarti dell'aula darà un segnale forte a Bonafede. La maggioranza ha i numeri per bocciarla ma non vuole il voto e questo mi sembra un chiaro segnale. Il Pd da un lato non vuole incrinare l'alleanza con Bonafede, dall'altro sta con chi ritiene che questa riforma sia un obbrobrio. Ma non si può pensare di mettere toppe che risulterebbero peggiori del buco. Su tema non esistono mediazioni, come ha detto ieri il presidente della Camere penali Gian Domenico Caiazza".
Il prossimo passo quale sarà?
"Intanto sarà votato in aula il decreto Mille Proroghe, ho presentato un emendamento, ma non sono il solo. Alcuni sono stati firmati anche da parlamentari della maggioranza, che chiedono la sospensione o la proroga dell'entrata in vigore, dello stop alla prescrizione. Quello dovrebbe essere un primo banco di prova".
Bonafede potrebbe trovarsi in difficoltà?
"Se vogliono tenere la maggioranza è loro interesse non fare emergere con voto segreto le diverse sensibilità. Finora c'erano le elezioni, ma tutti i messaggi che arrivano sono in questa direzione. Per me è stata una grande soddisfazione avere trasferito sul piano del dibattito argomenti che erano tecnici. E sono orgoglioso che dall'opposizione siamo riusciti a dettare l'agenda. Non do consigli a nessuno, ma se finora c'era il problema delle elezioni, adesso il Pd è più forte. Salvini, dopo le europee, ha accelerato sulla Tav. Il partito democratico sa bene che questa riforma senza una riforma del processo penale è un modo per mettere la polvere sotto il tappeto e scaricare sui cittadini le disfunzioni della macchina della giustizia. Ma se la maggioranza non riuscirà a fare chiarezza e subirò altri sgambetti so già qual è la strada. Conosco bene il regolamento e si può arrivare al voto segreto".










