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di Valentina Stella

Il Dubbio, 3 agosto 2022

Ancora nessun accordo in Senato sull’ergastolo ostativo. La riunione di ieri mattina, in cui erano presenti la sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina e i capigruppo dei partiti di maggioranza della commissione Giustizia, non ha risolto la questione delle possibili modifiche da apportare al testo licenziato da Montecitorio lo scorso marzo.

Quindi per ora non approda in Aula ed è subito scontro tra Movimento 5 Stelle e Lega. “Oggi (ieri, ndr) in capigruppo siamo stati l’unica forza politica a chiedere di inserire nel calendario d’aula l’ergastolo ostativo, già approvato alla Camera, in ragione della scadenza dell’8 novembre 2022 indicata dalla Consulta”, ha dichiarato Mariolina Castellone, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle. A lei hanno fatto eco gli onorevoli grillini Mario Perantoni e Giulia Sarti. Entrambi auspicano che il presidente della commissione giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, trovi “un punto di sintesi tra tutti i gruppi per garantire che il provvedimento sull’ergastolo ostativo sia esaminato dall’aula del Senato”, per scongiurare “‘ il vuoto normativo che potrebbe aprire la possibilità di buttare giù il muro del carcere per i boss mafiosi”.

Non si è lasciata attendere la replica dell’esponente del Carroccio: “Perantoni dovrebbe prendersela con Giuseppe Conte, che, irresponsabilmente, ha causato la caduta del Governo e messo a rischio questo e altri ddl di fondamentale importanza per gli italiani.

Oggi siamo al lavoro sui provvedimenti legati agli obiettivi del Pnrr”. Ostellari ha poi concluso: “Già domani (oggi, per chi legge, ndr), nell’ambito dell’ufficio di presidenza della commissione Giustizia, faremo una valutazione politica per capire se ci sono spazio e ampio consenso, da parte dei gruppi, per procedere anche alla trattazione e all’affidamento all’aula della riforma sull’ergastolo ostativo. Sul tema la Lega ha sempre mantenuto una posizione chiara: no alle scarcerazioni facili di criminali e mafiosi. Chi rischia di far saltare la riforma va cercato altrove”.

Dal Partito democratico trapela sconcerto per il rimpallo di responsabilità tra ex forze di maggioranza che, non avendo votato la fiducia al governo Draghi, hanno determinato la fine della legislatura con gravi conseguenze su provvedimenti di grande rilevanza come l’ergastolo ostativo.