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di Liana Milella


La Repubblica, 9 agosto 2020

 

Il presidente del Consiglio superiore: "La Costituzione non dà all'istituzione il ruolo di mera gestione amministrativa. I sorteggi? Sistema inaccettabile". Il futuro del Csm? "La sua discrezionalità viene ridotta". Rischia di "diventare un organo burocratico, e la Costituzione gli dà tutt'altro rango". Il sorteggio? "Un sistema inaccettabile". Perfino per le commissioni del Csm? "Quella poi è proprio una forzatura". Il vice presidente del Csm David Ermini legge la riforma del Csm del Guardasigilli Alfonso Bonafede e con Repubblica fa il suo primo bilancio.

 

Il governo risponde al caso Palamara, anche se il Guardasigilli Bonafede dice di no, con la riforma del Csm. A un anno dallo scandalo. E ci vorrà almeno un altro anno, se va bene, per l'esito parlamentare. Tutt'altro che un intervento tempestivo non le pare?

"Il Csm ha sicuramente bisogno di una riforma, perché quella del 2006 firmata dall'ex ministro Mastella e che nasceva dal lavoro del predecessore leghista Castelli, è stata mal gestita. Quella di Bonafede non è tanto una riforma contro il caso Palamara, che sarà affrontato nelle sedi competenti, quanto un intervento su un sistema che si era via via degenerato. Quindi, da questo punto di vista, ben venga la riforma, anche se nel merito bisogna guardarsi dal rischio di trasformare l'attuale Csm in un organo burocratico e di mera gestione amministrativa".

 

Quando lei parla di "sistema" a cosa si riferisce?

"Il carrierismo ha utilizzato e sfruttato il correntismo ed è scoppiata la degenerazione. Io non sono contro le correnti se hanno un valore ideale, ma sono nettamente contrario alla voglia esasperata di carriera a tutti i costi per conquistare un posto".

 

Partiamo dalla legge elettorale per il Csm. Doppio turno, venti collegi, sorteggio solo se le liste non arrivano a 10 eleggibili. È la riforma epocale che da più parti si chiedeva?

"Non mi impicco sulla riforma elettorale, perché ci sono sempre i pro e i contro. Il problema non è come si manda, ma chi si manda al Csm. Il sorteggio tout court avrebbe rappresentato l'irresponsabilità totale facendo saltare il rapporto tra eletto ed elettore. È un sistema inaccettabile, in quanto la Costituzione parla di elezione. Ma prima di una rivoluzione elettorale, ne serve una morale, che è tutt'altra cosa. Bisogna evitare che il potere delle correnti venga sostituto dal potere delle lobby. Il Parlamento di certo saprà trovare una soluzione".

 

Che intende per "rivoluzione morale"?

"L'istituzione deve prevalere sempre sull'interesse personale o del gruppo. Quando si fanno le nomine, deve contare il più adatto per quell'incarico, non quello che appartiene alla corrente più forte. In passato invece alcune nomine sono state fatte per appartenenza, si è fatto l'interesse del gruppo, non quello dell'ufficio".

 

È una riforma anti-correnti? O inciuci e accordi sotto banco saranno possibili ugualmente?

"Bisognerà verificare. Il problema è la scelta degli uomini. Questo conta per evitare gli inciuci. Di certo la discrezionalità del Csm viene ridotta, ma dentro un'assemblea collegiale gli accordi è fisiologico che ci siano. Il problema è che devono puntare ad elevare il livello della scelta, non al ribasso pur di rispondere a interessi di gruppo, perché in questo caso diventano inciuci. Insisto, il Parlamento avrà modo di migliorare la legge anche con il nostro contributo che sarà espresso nel futuro parere".

 

Parità di genere: era necessario renderla obbligatoria per legge?

"È positivo che oltre il 50% dei giudici sia composto da donne. Abbiamo finalmente una donna al vertice della Cassazione. È giusto che la parità ci sia pure al Csm. Oggi non c'è. Se il Parlamento e i giudici non lo fanno da soli, la legge deve obbligarli".

 

Beh, le Camere non hanno certo brillato in questa consigliatura eleggendo 8 uomini...

"È vero, però con questa riforma non potranno più farlo. Il Parlamento dovrà assumere un ruolo determinante, perché se si toccano organi di alta rilevanza costituzionale serve un'amplissima convergenza. Le Camere devono appropriarsi della riforma per renderla completa in modo che rappresenti la continuità rispetto alla volontà dei costituenti. Una riforma a maggioranza sarebbe meno autorevole. Anche perché il Csm è presieduto dal presidente della Repubblica. È vero che c'è stato lo scandalo che riguarda la responsabilità di alcuni, ma il Csm è un architrave nel sistema delle istituzioni democratiche".

 

Candidature: uomini di governo esclusi, parlamentari no. È costituzionale?

"A titolo personale dico che limitare l'ingresso dei parlamentari non mi pareva conforme".

 

Un Csm sotto schiaffo, che fa solo burocrazia. Addirittura commissioni elette per sorteggio: è un sistema per tagliare le unghie al vice presidente?

"Ridurre il Csm a un organismo burocratico sarebbe stravolgere la volontà dei costituenti. Vedo delle criticità e una norma ultronea, perché le commissioni vengono nominate in base a una turnazione anche con il concerto del presidente della Repubblica, e passare da questo al sorteggio svilisce tutto, mi sembra francamente un'inutile forzatura. Il nostro regolamento già prevede che tutti i consiglieri siano almeno per un anno presidenti di una commissione e che ci sia una rotazione ogni anno. E dopo il primo anno il vice presidente è in grado di comprendere bene le caratteristiche dei singoli consiglieri".

 

Niente correnti delle toghe al Csm, a fronte dei laici la cui provenienza politica è chiara visto che sono indicati dai partiti: costituzionalmente si può impedire il diritto di riconoscersi in gruppi?

"Il regolamento già ora non lo prevede. Lo leggo come un tentativo per recidere il cordone tra le correnti dell'Anm e il Csm che effettivamente va reciso. È importante cambiare pagina. Vale anche per i laici che non rappresentano più i gruppi che li hanno nominati ma devono rispondere solo alla Costituzione e al presidente della Repubblica. Io ho lasciato la tessera del Pd prima di entrare al Csm. E da quel momento in avanti ho deciso in totale autonomia e, al di là dei rapporti personali, non ho certo consultato nessuno, a parte Mattarella, prima di prendere decisioni importanti".

 

La futura legge stabilisce criteri rigidi per la vita delle procure. Vede dei capi depotenziati?

"I direttivi vanno aiutati fornendo strutture amministrative adeguate. Il Csm su questo dirà la sua.

 

L'obbligo di verifica ogni tre mesi per i procuratori sui tempi dei processi non è un'ingerenza e una lesione sull'autonomia delle toghe?

"È un dato di fatto che non tutti hanno gli stessi tempi di lavoro. Altrettanto lo è il tempo troppo lungo dei processi. Quindi bisognerà contemperare le due esigenze, rispettando però l'autonomia del magistrato".

 

Il processo disciplinare a Palamara e agli altri dell'hotel Champagne: fine dicembre, se va bene. 18 mesi non sono troppi per dare una risposta?

"Il processo è stato fissato nei tempi previsti e si svolgerà con la cadenza che il collegio riterrà utile, evitando forzature in tutti i sensi. Saranno rispettate le garanzie degli incolpati, attraverso un processo giusto che la sezione disciplinare affronterà in modo serio, pacato e competente. Come per tutti gli altri procedimenti disciplinari".