di Federica Pozzi
Il Messaggero, 1 febbraio 2026
Da nord a sud le relazioni delle Corti d’appello di tutta Italia hanno presentato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, dati allarmanti riguardo all’aumento di reati commessi da minori. Con la conseguenza di una crescita esponenziale degli under 18 detenuti che, solo a Roma, ha affermato il procuratore generale della Corte d’appello capitolina Giuseppe Amato, “è aumentata del 50% in meno di tre anni”. Nel solo distretto di Roma aumenta il fenomeno dei baby pusher, con 55 minori arrestati, di cui 29 stranieri; in crescita anche i delitti di furto, rapina ed estorsione, passati da 660 dell’annualità precedente a 1152. Un aumento di circa il 20% si registra anche per i reati di natura sessuale che passano da 140 dell’annualità precedente a 170 di quella attuale. Crescono i reati particolarmente violenti, compresi i tentati omicidi, soprattutto con l’uso di coltelli, e diminuisce l’età in cui il primo reato viene consumato.
Anche a Milano il trend è lo stesso. La procuratrice generale, Francesca Nanni, parla di un aumento del 40%, negli ultimi 12 mesi, dei “delitti contro la libertà sessuale” commessi dai minorenni nel distretto. E “per la prima volta” compaiono “omicidi e femminicidi”. Poi c’è “l’elevato numero” di “scippi e rapine”, da “ascrivere alla importante presenza di minori stranieri non accompagnati che il sistema non riesce ad assorbire con adeguati programmi di accoglienza”. O a “minori di seconda generazione delle periferie lombarde” che fanno parte di “gruppi devianti, i cosiddetti “maranza”“. Un’emergenza che non riguarda solo il Nord. Anche nel distretto di Roma si registra un aumento in questo senso, con 1515 minori stranieri indagati per delitti (rissa, lesioni, violenza privata) consumati all’interno di luoghi di detenzione. La maggior parte dei minori indagati proviene da Tunisia ed Egitto. A Catania il presidente facente funzione della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, parla di “elevatissimi tassi di devianza minorile” che vanno collegati con “gli allarmanti dati dell’abbandono e della dispersione scolastica”. Numeri che definisce da “Guinness dei primati”.
A Napoli si registra un uso “crescente e disinvolto” delle armi: “Nel 2025 la Procura per i minorenni ha iscritto 8 procedimenti per omicidio, 40 procedimenti per associazione camorristica, ben 468 per armi e, addirittura, 4 per terrorismo”, spiega il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, per il quale “le stese, i ferimenti e gli omicidi tra giovanissimi non erano mai stati così frequenti né così giovani gli autori e le vittime”. In Emilia-Romagna è allarme sull’uso dei coltelli e delle armi bianche. La Procura generale spiega che “l’aumento più preoccupante è quello che interessa il porto di coltelli”. “Si tratta - dicono il procuratore generale Paolo Fortuna e l’avvocato generale Ciro Cascone - di un fenomeno purtroppo assai diffuso tra gli adolescenti, che si rivela in svariate occasioni anticamera di ben più gravi delitti”.
“La violenza sembra ormai una modalità comunemente praticata di comunicazione giovanile - afferma da Perugia il pg Sergio Sottani. Si manifesta col bullismo on line, risse di strada, aggressioni verbali e fisiche”.
Tutti reati che portano a un numero sempre maggiore di giovanissimi detenuti, con le criticità che ne conseguono. Secondo il rapporto di metà anno dell’associazione Antigone, al 15 giugno 2025 erano 586 - di cui 23 ragazze - i giovani detenuti gli Istituti penali per minorenni d’Italia. In otto delle strutture le situazioni peggiori di sovraffollamento con materassi a terra, condizioni igieniche estremamente degradate, celle chiuse quasi l’intera giornata e assenza di attività significative, perfino quelle scolastiche. Non solo, spesso ai detenuti non verrebbero garantite neanche le ore d’aria previste dalla legge e sarebbero loro somministrati diversi psicofarmaci.











