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di Sara Occhipinti


altalex.com, 10 gennaio 2022

 

In arrivo a gennaio un nuovo protocollo di intesa tra Consiglio Nazionale Forense e Garante dei detenuti per tutelare i vulnerabili (detenute madri e minori) e i migranti. Dopo l'esperienza del primo Protocollo di intesa sottoscritto nel 2017, il Presidente del CNF Maria Masi e il Garante dei diritti dei detenuti, Mario Palma, annunciano, con una nota congiunta (testo in calce), l'intenzione di rinnovare la reciproca collaborazione istituzionale.

La meta comune che unisce l'impegno dell'avvocatura e del Garante è rappresentata dalla tutela della dignità dell'essere umano nella delicata fase della privazione della libertà personale conseguente alla pena. È avvertita con urgenza, da entrambe le parti, la necessità di promuovere ogni azione finalizzata a preservare il principio di rieducazione e riabilitazione della pena.

Dall'avvio della collaborazione con il CNF, nata col Protocollo del 2017, sono sorte numerose iniziative finalizzate ad implementare la formazione dell'avvocatura sul valore del diritto penitenziario ed a sensibilizzare sul tema la società civile. Dall'intesa del 2017 è nato il supporto legale al Garante e sono state attivate iniziative per la diffusione della conoscenza della Carta nazionale dei diritti della persona detenuta.

L'esigenza di rinnovare i contenuti dell'intesa tra Avvocatura e Garante nasce in questo momento a causa del mutato quadro normativo, derivante dalla riforma del processo penale. A questo si aggiunge la necessità di dare risposte alle nuove esigenze che emergono nelle carceri, a causa del perdurante stato di emergenza sanitaria.

Al centro dell'attenzione dell'azione congiunta - si legge nella nota - gli effetti delle novità giuridiche emergenti dalla riforma penale, il ruolo della magistratura di sorveglianza, dell'avvocatura e dell'amministrazione penitenziaria nell'esecuzione delle pene, e l'importanza di dare maggiore tutela ai diritti fondamentali di migranti e vulnerabili come le detenute madri ed i minori. Lo scopo di una collaborazione istituzionalizzata che emerge dalla lettura del comunicato, è quello di sviluppare "azioni congiunte per creare una rete informativa e una interlocuzione tra l'avvocatura e il Garante".

Per esempio, attraverso la diffusione tramite il CNF a tutti i consigli dell'Ordine, delle iniziative promosse dal Garante delle persone private di libertà. Ricordiamo infatti che il ruolo del Garante di monitorare il rispetto dei diritti dei detenuti, non si limita alla denuncia delle situazioni problematiche della detenzione, ma si spinge fino alla ricerca di proposte risolutive dei problemi insorti.

E ancora, il nuovo Protocollo punta ad istituire una formazione giuridica congiunta sull'esecuzione penale, che coinvolga tanto il personale dell'ufficio del Garante che gli avvocati che si occupano di esecuzione. Infine, tra le azioni congiunte annunciate da CNF e Garante, c'è anche l'intenzione di coinvolgere gli Ordini degli avvocati nella designazione del Garante Comunale.