di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 23 aprile 2021
Le notizie web di taglio generale sulle condizioni delle carceri del Paese estero richiedente vanno appurate anche con richieste suppletive di chiarimenti. La Corte di appello chiamata a decidere sull'esecuzione di un mandato di arresto estradizionale deve attivarsi per ottenere informazioni il più individualizzate possibili, in ordine alla condizione carceraria cui l'estradando andrebbe incontro. Puntuale deve essere perciò l'accertamento della sussistenza o meno della causa ostativa alla consegna, prevista dal primo comma dell'articolo 698 del Codice di procedura penale.
Non è sufficiente a far ritenere sussistente il rischio di una detenzione disumana e degradante l'apprensione di notizie dal web non specifiche e su cui l'autorità emittente interpellata sul punto offre, secondo i giudici, risposte generiche. E qui sta il punto affrontato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 15297/2021: se la Corte di appello ritiene non sufficientemente chiaro il quadro di detenzione cui l'estradando sarà sottoposto, anche a causa delle risposte generiche dell'autorità richiedente, essa è tenuta ad attivarsi con contro-richieste mirate ad accertare l'effettiva condizione carceraria in cui l'arrestato si verrà a trovare.
Per la mancanza di tale approccio "attivo" del giudice di merito, la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura che contestava il diniego all'estradizione, in quanto privo di adeguato esame. Veniva stigmatizzata dalla Procura la passiva ricezione di notizie sul web da parte dei giudici e senza contro-argomentare alle informazioni ricevute dalle autorità estere sull'estensione della cella, superiore ai limiti dei tre metri quadrati individuati come criterio minimo di un'umana carcerazione dalla Corte dei diritti dell'uomo, e sull'affermata garanzia di assistenza e cure sanitarie all'interno dello specifico istituto carcerario. Va cioè messo in moto su impulso degli stessi giudici remittenti un meccanismo dialogico e chiarificatore con le autorità che chiedono l'estradizione al fine di verificare o smentire le notizie circolanti e di cui è investita l'opinione pubblica. E soprattutto di ottenere, al pari della parallela disciplina del mandato di arresto europeo, informazioni individualizzate sul caso specifico.











