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La Repubblica, 29 maggio 2024

Il lavoro è lo strumento fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute. Parte da questa certezza la terza edizione del bando “Evado a lavorare”, promosso dalla Fondazione Con il Sud. L’iniziativa mette a disposizione complessivamente 3 milioni di euro e si rivolge alle organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il lavoro restituisce dignità riduce le recidive. La restituisce al tempo trascorso in carcere per scontare la propria pena, ma è l’elemento principale che riduce drasticamente le percentuali di recidive che si verificano in quasi il 70% dei casi tra chi non lavora e solo nel 2% tra chi ha vissuto un’esperienza lavorativa, che nello stesso tempo beneficia anche di ricadute positive sull’autostima e sul benessere. Ciò acquista ancora più importanza se si considerano gli allarmanti dati sul fenomeno dell’autolesionismo e dei suicidi in carcere: da inizio 2024 i casi di suicidio sono già 30, il 13% dei quali ha riguardato la fascia di età tra i 16 e i 25 anni.

I dati del Cnel. Attualmente, come spiega il Cnel, i detenuti e le detenute che lavorano con un contratto collettivo nazionale sono solamente il 34% (18.654) della popolazione carceraria, di cui 16.181 alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e 2.473 (4% della popolazione carceraria) per imprese o cooperative esterne. Per citare la situazione di due istituti penitenziari del Sud Italia, secondo il XVIII rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione a Poggioreale lavorano solo 280 detenuti sui 2.190 presenti, meno del 13%; ad Agrigento solo 46 su 311 (15%).

Pochissimi i corsi di formazione attivati. Considerazioni analoghe possono essere fatte per la formazione. Sempre secondo dati Antigone, i corsi attivati all’interno degli istituti carcerari sono stati 148 - meno di un corso per istituto - di cui solo 100 portati a termine. Se nel 1996 si riusciva a coinvolgere l’8,34% dei detenuti presenti, già dal 2016, nonostante la disponibilità di risorse pubbliche per la formazione dei detenuti, viene raggiunto solo il 3%, con una riduzione significativa dell’offerta di formazione professionale nel corso degli ultimi 25 anni.

Il lavoro è davvero una seconda opportunità. “I dati, se fosse necessario, ci dimostrano chiaramente quanto il lavoro sia uno strumento imprescindibile per dare una seconda opportunità a persone che hanno scontato o stanno scontando la propria pena - dice Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione CON IL SUD - non solo, l’impegno lavorativo permette di valorizzare o incrementare le proprie competenze, alimentando l’autostima delle persone detenute”.

L’aspetto della convenienza economica dello Stato. “Gli obiettivi raggiunti dai 20 progetti che abbiamo finanziato con le 2 edizioni precedenti di questo bando - ha aggiunto Consiglio - ci confermano questa realtà e rendono ancora più consapevole e convinto il nostro impegno in questa direzione. Un lavoro che, oltre ad essere coerente con la nostra missione, può generare anche un beneficio economico per l’intero Paese: come rilevato dalla Bocconi, infatti, la recidiva di una persona detenuta “costa” alla comunità 154 euro al giorno”.

Chi potrà partecipare al progetto. Il bando si rivolge a partenariati composti da almeno 2 organizzazioni di Terzo Settore oltre a ogni struttura penitenziaria competente in base alla tipologia di intervento proposta e alla situazione delle persone coinvolte. Potranno prendere parte alla partnership anche istituzioni locali, scuole, associazioni di categoria, centri per l’impiego e soprattutto imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

I tassi di recidiva nel lungo periodo. Saranno sostenute iniziative capaci di favorire concreti processi di reinserimento sociale e lavorativo per persone in esecuzione penale, favorendone la progressiva autonomia e, con l’intento di dare piena attuazione alla funzione rieducativa della pena e ridurre i tassi di recidiva nel lungo periodo, promuovendo allo stesso tempo percorsi di responsabilizzazione della comunità, reti di sostegno accoglienti e inclusive e iniziative di riparazione.

L’occupazione principale elemento di riscatto. Tutte le iniziative finanziate dovranno includere la componente occupazionale quale strumento di riscatto e inclusione sociale dei detenuti anche attraverso l’attivazione o il potenziamento di servizi volti a garantire un’adeguata connessione dentro-fuori il carcere. I progetti dovranno mettere al centro le persone in esecuzione penale e porre attenzione anche a tutte le altre dimensioni rilevanti della loro vita (es. abitativa, sanitaria, legale, ...) promuovendo l’acquisizione di competenze e il rafforzamento delle relazioni affettive, funzionali a garantire l’efficacia dei percorsi di reinserimento.

La scadenza del bando. Il Bando, pubblicato sul sito della Fondazione Con il Sud scade il 25 settembre 2024 e prevede la presentazione delle proposte esclusivamente online tramite la piattaforma Chàiros. Cos’è la Fondazione Con il Sud. È un Ente non profit privato nato nel novembre 2006 dall’alleanza tra le Fondazioni di origine bancaria e il mondo del Terzo Settore e del volontariato per favorire lo sviluppo del Sud Italia attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale. La Fondazione sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (cultura, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità. In 16 anni ha sostenuto oltre 1.600 iniziative, tra cui la nascita delle prime 7 Fondazioni di comunità meridionali (nel Centro storico e nel Rione Sanità a Napoli, a Salerno, a Benevento, a Messina, nel Val di Noto, ad Agrigento e Trapani), coinvolgendo 7 mila organizzazioni diverse.