sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Paolo Di Stefano

Corriere della Sera, 3 settembre 2024

La tragedia di Paderno Dugnano: il protagonista era in apparenza un ragazzo come tanti, un ragazzo “normale”, serio, sportivo, tranquillo, studioso. Oggi ogni famiglia felice è infelice a modo suo. Mai come oggi, alla luce della strage di Paderno Dugnano, ci appare dubbio, per non dire sbagliato, il famoso incipit di Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Per accettarla come buona, bisognerebbe illudersi che al mondo ci siano solo famiglie perfettamente felici e famiglie imperfettamente infelici. Il guaio è che in quasi centocinquant’anni da quando uscì il romanzo di Tolstoj le cose sono molto cambiate.

Anche se un poco ci speravamo, neanche i capolavori della letteratura offrono verità assolute valide per sempre. In realtà quella frase fu presa tanto sul serio da essere analizzata persino dall’illustre biologo americano Jared Diamond, che nel saggio Armi, acciaio e malattie ne fece un principio generale da verificare per tutte le bestie: le zebre, per esempio, che hanno “difetti” tali da non poter essere addomesticabili. Diamond terminava il capitolo, tra ironia e sconforto, affermando che di certo Tolstoj avrebbe sottoscritto una frase del Vangelo di Matteo: “Molti sono i chiamati, pochi gli eletti”. Pochi gli eletti, infatti.

Il diciassettenne che ha ucciso il fratello e i due genitori non lo era (e nemmeno lo era la sua famiglia). “Mi sentivo un estraneo”, ha detto, “mi sentivo solo”. Eppure era in apparenza un ragazzo come tanti, un ragazzo “normale”, serio, sportivo, tranquillo, studioso. Un bravo studente con un debito in matematica. Neanche ha accusato la famiglia, se è vero che ha parlato solo di un suo “malessere”. Nient’altro che un malessere. Che sarà mai, un malessere? Per di più, la famiglia era una “famiglia modello”, secondo i vicini; nel pomeriggio avevano festeggiato insieme, con nonni e zii, il compleanno di papà. Nessun movente, esattamente come per l’omicidio di Terno d’Isola (l’avvocato di Moussa è arrivato a ipotizzare, pur non essendo uno psichiatra!, che secondo lui il suo cliente “ha dei problemi”!). Già. Forse oggi ogni giovane normale è “anormale” a modo suo, e soprattutto ogni famiglia felice è infelice a modo suo.