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di Davide Varì


Il Dubbio, 26 aprile 2020

 

La bozza dei provvedimenti per far ripartire la giustizia italiana ai tempi del Coronavirus. Graduale ripresa dell'attività non limitata più ai soli casi indifferibili e urgenti, orari sfalsati per i dipendenti con la settimana lavorativa che passerebbe da 5 a 6 giorni e consolidamento della via digitale con le video-conferenze. Sono alcuni dei punti individuati nella bozza di accordo tra sindacati e ministero, letta dall'Agi, per aprire la "Fase due" negli uffici dell'amministrazione giudiziaria.

Per far fronte alla "necessità di contenere al massimo la presenza negli uffici giudiziari di personale dipendente e utenti esterni", si prevede di "diluire l'affollamento dei locali e, in generale, di alleggerire la mobilità urbana mediante un meccanismo di presenza a scacchiera, distribuire le prestazioni lavorative e l'apertura al pubblico degli uffici su un più lungo arco temporale, valorizzando al massimo le possibilità operative offerte dal contratto nazionale quali la previsione di turni anti-pomeridiani e meridiani, l'orario flessibile, il passaggio dall'orario su cinque giorni all'orario su sei giorni, includendo così anche la mattina del sabato".