Il Sole 24 Ore, 13 maggio 2020
Lunghe code, obbligo di mascherine, in alcuni casi misurazione della temperatura all'ingresso, ma anche contingentamento delle aule ed udienze a porte chiuse. Sono queste le caratteristiche ricorrenti della Fase 2 iniziata questa ieri mattina anche per i Tribunali italiani. Lentamente e tra mille difficoltà dunque la Giustizia cerca di riguadagnare una "normalità" che però è ancora di là da venire.
Milano, ripresa lenta - Una ripresa lenta, piena di accortezze, con poca gente nelle aule, nei corridoi e negli uffici e una lunga coda, che si snoda all'esterno del Palazzo di Giustizia, dovuta alla riapertura di alcuni sportelli, come quello per i certificati penali. In più, problemi tecnici in particolare in un processo d'appello per un collegamento in videoconferenza col carcere di Opera e le lamentele di alcuni avvocati anche per la "sporcizia" dei banchi su cui devono sedere e per la "mancanza dei dispenser con i disinfettanti". La fase 2 al Tribunale di Milano dopo la fine del periodo di sospensione prevede lo svolgimento delle udienze anche per i casi non urgenti (ma comunque solo quelli più 'semplici'), ma a 'porte chiusè e senza la convocazione dei testimoni per osservare il rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, almeno fino a fine luglio.
Bologna, sono 5 le aule penali aperte - Ripartono le udienze penali al Tribunale di Bologna tra ingressi contingentati dalle 9 alle 11, misurazione della temperatura all'ingresso e mascherine obbligatorie. All'apertura, ieri mattina, si è creata subito una lunga fila che arrivava sotto al portico di via Farini, suscitando l'irritazione di qualche avvocato, ma dopo un'ora la situazione era già migliorata con al massimo di 6-7 persone in coda. Cinque le aule penali aperte, che secondo l'Ausl garantiscono la giusta sicurezza per far svolgere le udienze, tutte a 'porte chiusè fino al 30 giugno, anche se in realtà le porte sono aperte per far arieggiare gli ambienti. Dislocati davanti alle stanze e nei corridoi del Tribunale di via Farini sono stati installati dei dosatori con liquido igienizzante, ma la maggior parte sono vuoti. "Facciamo quello che possiamo - spiega un addetto alla vigilanza - misuriamo la temperatura a tutti e gli ingressi sono scaglionati. In poco meno di due ore saranno entrate una settantina di persone".
Bari, avvocati in coda - Coda di avvocati all'ingresso del Palagiustizia di piazza De Nicola, a Bari. Nel palazzo dove hanno sede Tribunale civile e Corte di Appello un centinaio di persone, soprattutto legali, hanno affollato il cortile antistante dalle prime ore della mattina in attesa di entrare. Tutti con mascherina e sottoposti, all'ingresso, a misurazione della temperatura da parte di un operatore della Croce Rossa. La stessa cosa avviene nel palazzo di via Dioguardi, al quartiere Poggiofranco, dove si svolgono le udienze penali e ha sede la Procura, ma dove l'affluenza è stata meno rilevante. Agli ingressi ci sono anche cartelli informativi che ricordano l'obbligo di indossare la mascherina e la distanza interpersonale minima di un metro da mantenere. Negli uffici giudiziari si entra, oltre che per le udienze convocate scaglionate per orari e con un numero di limitato di persone in base alla capienza delle aule, previo appuntamento telefonico o telematico.
Napoli, file per il Casellario - Lunghe file si sono registrate anche agli ingressi del Nuovo di Palazzo di Giustizia di Napoli. La maggior parte delle persone in coda si è recata in Tribunale per richiedere certificati al Casellario Giudiziario. All'ingresso sono attivi i termo-scanner e chi accede deve compilare una autocertificazione. In sostanza per ogni ingresso si impiegano 4-5 minuti. Ieri sono riprese le cause che vedono imputate persone detenute o persone per le quali la scadenza dei termini custodia cautelare è imminente.










